martedì 18 febbraio 2014

Basteraaaa'??? Or the eternal Italian obsession

English version below

E' ormai 9 anni (9?!?!?!?  non mi ero resa conto che fosse passato cosi' tanto tempo :P) che vivo fuori dall'Italia e trovo sempre interessante osservare le piccole/grandi differenze culturali tra i vari paesi. Ho vissuto 4 anni in Scandinavia per poi approdare, dopo la parentesi Bruxelloise, in Canada, a Ottawa. Dopo quasi 3 anni in Canada, non posso fare a meno di notare diverse similitudini tra questi paesi, tra cui:

-inverno estremo (almeno per i sud europei)
-natura sterminata e incontaminata
-persone gentilissime (anche quando gli pesti i piedi, potrebbero scusarsi)
-l'istituzione dell' hockey sul ghiaccio (paragonabile al calcio in Italia)

Allo stesso tempo, mi sono resa conto che le piu' grandi fissazioni delle donne italiane probabilmente sono:

-pulizia
-cibo

Visto che questo e' un blog di cucina, mi concentrero' sul secondo punto.  Per esempio, focalizziamoci sulle feste.
Organizzare un party in Canada significa mandare un invito via FB (o fare una mailing list per gli antiquati come me :)) in cui si comunica ora e posto del party. In genere, si offrono un paio di snacks (tipo patatine/noccioline), si mette un po' di musica e si chiede agli invitati di portare qualcosa da bere. L'ultimo punto e' piuttosto interessante, perche', spesso, le bevande non vengono condivise. Quello che portate, che sia vino, Pepsi, rum, e' destinato solo al vostro consumo personale (NB questo vale per le feste! Per le cene, si e' piu' formali). Devo ammettere che quest'abitudine, mi ha dato una certa perplessita' agli inizi, ma ormai l'ho accettata a pieno, anche se non credo che la faro' mai totalmente mia.
Per contro, organizzare un party in Italia, significa provvedere a tutto: cibo (vero, non solo snacks), vino, dolce, caffe', ammazza caffe' e musica. L'ospite porta una bottiglia di vino, un dolcetto, dei fiori, ma solo per cortesia. Sta infatti al padrone di casa assicurarsi che non manchi niente. Soprattutto il cibo. A questo punto mi chiedo perche' non possiamo fare come i Canadesi, non sarebbe tanto piu' semplice? Ma le differenze culturali non si discotono, si accettano e basta. Ma torniamo a noi. Anzi al cibo.

Quindi c'e' un party, ergo si deve cucinare. La donna di turno si organizza, fa una bella lista di cose da cucinare e delle corrispettive da comprare. L'ansia inizia a salire, ci saranno 30-40 invitati alla festa, una sola domanda affligge l'ardua cuoca: basteraaa'? Il marito o compagno di turno scuote la testa: no, serve di piu'! Non sia mai che il cibo non basti, e' l'onta peggiore quando si hanno degli invitati. La lista si allunga e inizia a diventare paragonabile a quella della cena di Capodanno. A questo punto le amiche vengono in aiuto e, magari proprio voi vi trasferirete dalla vostra amica per aiutare nell'impresa di cucinare per 40. Si inizia il venerdi' pomeriggio e si prosegue teutoniche fino a mezzanotte, la festa e' sabato sera, c'e' ancora tempo! Si va a nanna, sorridenti, ce la possiamo fare! 
Sabato mattina: sveglia alle 7, caffe', caffe', magari anche un altro caffe'. Si riparte, convinte e imperterrite, seguendo diligenti la scaletta di cose da preparare. 
Ora di pranzo, si mangia? Mah, anche no...magari apriamo 2 Duvel, giusto per rinfrascar lo spirito tra la focaccia e la quiche Lorraine. Sono le 15:00, OK, ci siamo, sembra che abbiamo tutto sotto controllo...ma la vostra amica, la padrona di casa, si accascia sulla sedia, vi lascia uno sguardo sconsolato e vi chiede: basteraaa'?!?!? In queste situazioni, la logica funziona poco. La lista delle portate potrebbe sfamare l'esercito per un mese, ma sapete che la vostra amica non credera' alle evidenze. Allora proponete soluzioni alternative, tipo: se dopo i 10 antipasti, 8 torte salate, 7 teglie di pizza e focaccia, il vassoio di affettati e formaggi, pasta e riso freddo, 7 dolci diversi, le persone hanno sempre fame, possiamo fare una spaghettata, tranquilla! La vostra amica si risolleva, vedete la speranza nei suoi occhi...ce la faremo!
La serata sara' un successo e il cibo apprezzatissimo. Gli ospiti non italiani probabilmente penseranno che siete delle pazze a dannarvi cosi' in cucina. Le persone torneranno a casa rotolando e avrete avanzi per un mese.
L'anno seguente, organizzerete la stessa festa, la vostra amica verra' ad aiutarvi e sostenervi, quando, al terzo giorno di cucinamenti, sconsolate le chiederete: ma...basteraaaaa'?!?!?! 

Questo post e' dedicato alla mia amica Nadia e a tutte le amiche che condividono ansie e gioie in cucina :)

English, please

After nine years (9?!?!?!? I had not realized so long time has passed :P) living out of Italy, I still enjoy to observe the small/large cultural differences between countries. I lived four years in Scandinavia before moving, after the parenthesis in Brussels, to Ottawa, Canada. After almost three years in Canada, I can not help but notice many similarities with Scandinavia, including:

-extreme winter (at least, for southern European people) 

-vast and unspoiled nature
-nice people (even when you step on their feet, they might apologize)
-the pivotal role of ice hockey (such as soccer for Italians)

 
At the same time, I realized that the greatest obsessions of Italian women likely are:


-cleaning 

-food 

Given this is a cooking blog, I will concentrate on the second point and focus about parties. For example, arranging a party in Canada means sending an invitation via FB (or make a mailing list for the old-fashioned like me :)) in which you communicate time and place of the party. Typically, you have a couple of snacks (like chips / peanuts), you put some music and the guests are asked to bring something to drink. I find the last point rather interesting, because often the drinks are not shared. What you bring, whether it is wine, Pepsi, rum, is intended for your personal use only (note: this is true about parties, for dinners things are more formal :)). I must admit that this habit made me a bit perplexed at the beginning. Surely, I respect it, but I do not think it will never seduce me. 


On the other hand, arranging a party in Italy means to provide for everything: food (real one, not just snacks), wine, dessert, coffee, liquors... As courtesy, the guests commonly bring a bottle of wine, a dessert or flowers, but it is the landlord who has to make sure that nothing is missing. Especially the food. At this point I wonder why we can not do as the Canadians, it would be much more simple, wouldn't it? But cultural differences are not to be discussed, you accept them and nothing else. OK, back to us or, better,  to the food.

So, you are Italian, you invite people over for a party and, guess what, you have to cook. The woman on duty is organized, makes a nice list of things to cook and of the corresponding buy. The anxiety starts to rise, there will be 30-40 guests at the party, and one question plagues the daring cook: is it going to be enough? The husband or partner shakes his head: no, we need more! Never let it be that the food is not enough
, it is the worst shame when you have guests. The list goes on and starts to become comparable to that of New Year's dinner. At this point, one of your best friend might hear your distress signal and come over to help you with the enterprise to cook for 40 people. 

The two friends start cooking on Friday afternoon and keep going until midnight. The party is on Saturday night , there is still plenty of time! You go to bed, smiling, we can do it! Saturday morning: wake up at 7, coffee, coffee, maybe even another coffee. We start, fierce and determined, pedantically following the list of things to prepare. Lunch time, shall we eat ? Well, probably not ... maybe, we can open 2 Duvel, just to chill a bit out between the focaccia and the quiche Lorraine.  
15:00 am: OK, we're here, everything seems under control ... but your friend collapsed in his chair, she throws a desperate look to you and asks: is it gonna be enough ?!?!? In these situations, the logic poorly works. The list of courses could feed the army for a month, but you know that your friend is not going to believe evidences. The best option is proposing alternative solutions, such as: if after the 10 starters, 8 pies, 7 trays of pizza and focaccia , the tray of meats and cheeses, pasta and rice salads, 7 different types of desserts, people are still hungry, we can improvise some spaghetti! Your friend will rise up, now you can see hope in his eyes ... we are going to make it !
The evening will be a success and the food really appreciated. Non Italian guests might probably think why you have to drive so crazy and cook so much for a party. People will get back home home stuffed and you will have leftovers for a month.
The following year, you will arrange the same party. This time, your friend will come over and support you, when, on the third day of daring cooking, you will desperately ask...is food going to be enough?!?!?!

This post is dedicated to my friend Nadia and to all the friends who share moments of joy and anxiety in the kitchen :)
 

1 commento:

patrizia boni ha detto...

che tristezza solo gli snacks!!! vuoi mettere quando arrivi ad una festa con tutto quel ben di dio? ti brillano gli occhi! anche a me è successo che ai vari compleanni di ilaria sia avanzata tanta roba da fare un altro compleanno. ma ero soddisfatta di aver soddisfatto gli invitati. ciao patrizia