venerdì 17 febbraio 2017

Sweeeeeet

English version below
Settimane dense e cariche, le ultime di gravidanza. Il lavoro che si accumula le scadenze che si moltiplicano, l'inverno che non da' tregua con le sue nevicate, il pensiero "non appena avro' concluso questo...", la voglia irrefrenabile di farmi una bella corsa, le energie ridotte ai minimi termini, la cucina come un irrinunciabile momento di relax. 
Cosi', questa settimana sentivo la necessita' di cibo confortante e rassicurante, un po' di dolcezza in queste ultime settimane invernali.
Queste cipolline glassate non le faccio spesso. Di rado, direi, e quasi sempre come accompagnamento al piemontesissimo vitello tonnato. Sebbene non sia una preparazione complessa, richiede attenzione nella scelta della materia prima e nella fase di cottura.  

Cipolline glassate
Dosi: per 2 persone

-10 cipolline baby
-30 g di burro
-3 cucchiai di zucchero bianco

Sbucciate le cipolline, rimuovendo le foglie esterne. Fate sciogliere il burro in padella, aggiungete lo zucchero e lasciate andare per un po' a fuoco medio. Quando lo zucchero inizia a fare le bolle, aggiungete le cipolline e fate caramellare a fuoco dolce, coprendo con un coperchio. Non appena le cipolline saranno rosolate da un lato, giratele e fatele colorire dall'altro. E' importante le cipolline siano coperte durante la cottura, perche' gli permettera' di rimanere morbide all'interno. Servitele calde come contorno o come antipasto.


The last few weeks of pregnancy have been very intense, so far. A few things to finalize at work, the energies getting lower and lower, an irrepressible craving for running, the  winter continuing with massive snow falls. 
So, this week I was in need for some comfort food.  Something cozy, bringing a bit of sweetness during this intense time of the year.
I do not cook these caramelized onions very often, I must say. A bit seldom, actually, and, usually, just as a side dish for vitello tonnato, a popular Piedmontese recipe. Although, the preparation is not complex, you should pay attention in selecting the raw materials and in the cooking steps.  

Caramelized baby onions
Doses: for 2 persons

-10 baby onions
-30 g of butter
-3 tablespoons of white sugar

Peel the onions and put aside. Melt the butter in a frying pan, add the sugar and let it go for a while under medium flame. When the sugar starts bubbling, add the onions, cover the pan with a lit and let it cook under low flame. As soon as the onions turn brown on one side, flip them and let caramelize on the other side. It is important to keep the pan covered with a lid, so that onions will remain soft and juicy inside. Serve warm as a starter or side dish.

martedì 14 febbraio 2017

Martha Stewart's scones

 
 
English version below
Chi mi legge da un po' conosce la mia passione per gli scones. Devo pero' ammettere che non ero troppo soddisfatta della ricetta che usavo: mi sembrava troppo carica di burro e l'impasto non rimaneva poi cosi' soffice e stratificato dopo la cottura (guardate, invece, come sono ben lievitati quelli di Scone Witch). 
Cosi', determinata a realizzare lo scone della mia vita, mi sono lanciata in una ricerca nel web a caccia della ricetta perfetta. E' cosi' successo che mi sono ritrovata sul sito di Martha Stewart che propone la sua versione degli scones alla panna. Ora, devo ammetere di non aver mai provato una ricetta della Stewart (per chi non la conoscesse: blasonata stylist americana, nonche' presentatrice di programmi culinari, scrittrice di libri di successo, etc etc...), ma in questa c'erano un paio di cose che mi incuriosivano: 1) l'assenza di uova e 2) la sfogliatura dell'impasto (proprio come si fa con la pasta sfoglia o i croissants). Cosi', mi sono lanciata ed il risultato e' stato ottimo! La sfogliatura non e' affatto un optional, vi permettera' di ottenere degli scones ben lievitati. Anzi, se vi avanza della pasta, rimpastatela e risfogliatela o i vostri scones non cresceranno come i primi in fase di cottura (parola di una che ha provato! :P). Io ho modificato un po' la ricetta della Stewart, se volete la versione originale, con annessi trucchi ed astuzione, andate qui.

Scones alla panna (adattamento di una ricetta di Martha Stewart)
dosi: 8-10 scones

-3 cups di farina (la mia era all-purpose)
-1/2 cup di zucchero bianco
-1/2 cup di zucchero di canna
-130 g di burro, freddo di frigo
-1 cup e 1/4 di panna fresca al 35% di m.g., fredda di frigo  (+un po' per spennellare)
-2 tsp di lievito per dolci
-1/2 tsp di bicarbonato di sodio
-1/4 tsp di estratto di vaniglia
-una presa di sale

In una ciotola capiente, versate la farina e mescolatela con lo zucchero bianco, il sale, il lievito per dolci ed il bicarbonato. Grattugiate il burro freddo di frigo, infarinandolo di tanto in tanto per evitare che i appiccichi troppo alla grattugia. Nota: la Stewart suggerisce di tagliare il burro a piccoli cubetti per poi schiacciarli tra le dita, in modo da ottenere dei fiocchi. Io preferisco usare la grattugia...faccio prima... :) l'importante e' che il burro sia presente in fiocchi, perche' sara' questo a dare la caratteristica stratificazione dell'impasto in cottura. A questo punto ci sarebbe un tempo di riposo in frigo di 20 min, che io ho saltato. Ho invece aggiunto la panna e l'estratto di vaniglia e mescolato il tutto con l'aiuto del Kitchen Aid (potete fare a mano o con un mestolo di legno, ma non scaldate troppo l'impasto). A questo punto, stendete l'impasto e ricavatene un rettangolo di circa 23x18 cm. Girate il lato corto verso di voi e piegate in tre, per poi rigirare il lato corto dalla vostra parte, come mostrato nella foto sotto.

 
Ripetete questa operazione altre due volte. Schiacciate la pasta con le mani, in modo che abbia uno spessore di circa 4 cm. Con un tagliabiscotti o un bicchiere infarinato, tagliate i vostri scones e deponeteli su una teglia rivestita di carta da forno, distanziandoli un po'. Spennellateli con della panna fresca e cospargeteli di zucchero di canna. Cuocete gli scones a 180 C in forno preriscaldato, finche' la superficie non sia dorata.

 


If you read my blog, you might know my passion for scones. Now, I must admit I wasn't very satisfied with the recipe I have been using so far. I had the feeling it was too rich in butter and the scones didn't rise as I wish during baking (look, instead, how tall and flaky the scones from Scone Witch are). 
Thus, totally determined to bake the ultimate scone, I started to browse in the web for a valid recipe. I so ended up on Martha Stewart's blog where I found her version for heavy cream scones. I must admit I have never tried a Stewart's recipe (if you do not know her: brilliant and popular American stylist, hosting cooking TV shows, writer of successful cooking books, etc etc), but this has two interesting features: 1) the absence of eggs and 2) the folding of the dough (exactly how you do for puff pastry or croissants). Well, I tried and the result was excellent! Folding the dough is not an optional and will allow the croissant rising properly during baking. So, if you have some left over dough, knead it and  fold it again, or your scones won't rise in the same way (and believe me, I tried! :P). I just modified a bit Martha's recipe. If you want to check the original version with all the tips, please, go here.

Cream scones (from a recipe of Martha Stewart)
doses: 8-10 scones

-3 cups of all-purpose flour
-1/2 cup of white sugar
-1/2 cup of brown sugar
-130 g of cold butter
-1 and 1/4 cup of cold fresh cream (35%) (+a bit for brushing)
-2 tsp of baking powder
-1/2 tsp of baking soda
-1/4 tsp of vanilla extract
-a pinch of salt

Pour flour, sugar, salt, baking powder and baking soda in a large bowl and mix them together. Grate the cold butter in the flour mix. Flour the butter stick a bit to avoid it sticking on the grater. Note: Martha Stewart suggests cutting the butter in small cubes and flattening them between your fingers, in order to get small flakes. I actually prefer grating the butter...it's faster :)...the point is obtaining flakes, since this is determinant for the multilayer/flaky aspect of the scones. After this, you should rest the mixture in the fridge for 20 min, but I admit I skipped the step. I proceeded, instead, by adding cream and vanilla extract, and mixing all the ingredients with the Kitchen Aid (you can use a wood spoon or your hand, just be careful to do not warm the dough too much). Spread the dough to obtain a 23x18 cm size rectangle. Turn the short side towards you and fold the dough in three. Turn the short side towards you, as showed in the picture above. Repeat this step twice. Then, press the dough with your hands, so that it will be about 4 cm thick. Flour a cutter or a glass and cut the scones. Brush the scones with the cream and sprinkle them with brown sugar. Bake the scones in preheated oven at 180 C, until they turn golden-brown.


mercoledì 8 febbraio 2017

Truffes au sesame

English version below
Questi tartufi al sesamo e cioccolato bianco e' un po' che li volevo fare. Li avevo visti per la prima volta nel lontano 2007 sul blog di Sigrid, per poi trovarli un po' ovunque nella blogosfera. Al tempo, vivevo a Helsinki e la mia dispensa era un po' limitata, ahime'. La cosa che piu' mi rendeva perplessa era la presenza della pasta di sesamo nero...cos'e??? E dove la trovo??? Il tahini (uno degli ingredienti dell'hummus) ci si avvicina parecchio, visto che e' una crema di semi di sesamo, ma al tempo sia hummus che tahini erano cose a me sconosciute e mi ci volle il soggiorno bruxelloise per comprendere meglio la cucina del medio oriente.
Da quando sono ad Ottawa, l'hummus lo faccio con una certa regolarita' e, puntualmente, mi ritrovo con mezzo Kg di tahini in frigo e la domanda "cosa ci faccio con tutto questo tahini, hummus a parte?". Cosi' risfogliando nei ricordi, mi sono venuti in mente i tartufi al sesamo e cioccolato bianco. Ora, Sigrid aveva usato la pasta di sesamo nero, ma girando nel web ho trovato una ricetta simile di Edda in cui veniva usato il tahini. Ho quindi fatto un melange, modificando leggermente la ricetta di Edda per il ripieno e quella di Sigrid per la copertura croccante. Il livello calorico dei tartufini e' piuttosto elevato (probabilmente una centrale termoelettrica produce meno Kcal :D), ma una tantum ci si puo' concedere questo sfizio.

Tartufi al sesamo e cioccolato bianco

Per i tartufini:

-200 g di cioccolato bianco
-60 g di panna
-20 g di burro
-1 cucchiaio e 1/2 di tahini

Per la copertura: 

-200 g di cioccolato bianco
-20 g di sesamo bianco
-50 g di sesamo nero

Portare la panna a bollore, togliere dal fuoco e versarla sul cioccolato bianco. Aggiungete il burro ed il tahini e mescolate bene in modo da ottenere una ganache omogenea. Mettete a riposare in frigo finche' la ganache non sia ben rappresa (ci vorranno almeno un paio d'ore). A questo punto, ricavate della vostra ganasche delle palline e deponetele su una teglia ricoperta da carta da forno. Mettetele in freezer per 30 min
Preparate la copertura: sciogliete il cioccolato bianco a bagnomaria ed aggiungetevi il sesamo bianco e nero, amalgamando bene. Passare le palline le cioccolato di copertura, magari aiutandovi con due forchette o due cucchiaini. Deponete i tartufini sulla teglia rivestita di carta da forno e lasciate rapprendere in frigo. Conservateli in frigo.
 

It is a while I was thinking about making these white chocolate sesame truffles. I saw them for the first time in 2007 on Sigrid's blog, to then realize that they were a bit everywhere in the web. At that time, I lived in Helsinki and my pantry was a bit limited in terms of food variety. The most puzzling ingredient to me was the black sesame paste...what is that??? and where can I find it??? Tahini (one of the ingredients of hummus) is very close to that, given that it is a sesame cream. But, at the time, either hummus or tahini were unknown to me. I had to move to Brussels to better understand the Middle East cuisine and all its flavors.
Since I came to Ottawa, I make hummus on regular basis and, unfailingly, I end up with half a Kg of tahini, asking my self: "what can I do with all this tahini but hummus?". So, those truffles came back to my mind. Although Sigrid used black sesame paste, I found a similar recipe posted by Edda, where tahini was used instead. I eventually made a melange, slightly modifying Edda's recipe for the truffles and Sigrid's for the crunchy chocolate coverage. These truffles are very high in calories (probably a thermoelectric plant produces less Kcal :D), but once in a while you can indulge yourself.

White chocolate and sesame truffles

For the truffles:

-200 g of white chocolate
-60 g of fresh cream (35% m.f.) 
-20 g of butter
-1 and 1/2 tablespoon of tahini

For the coverage

-200 g of white chocolate
-20 g of white sesame
-50 g of black sesame

Bring the cream to boil and pour it on the white chocolate. Add butter and tahini and stir well to obtain a homogeneous ganache. Put it in the fridge to solidify (it will take at least 2 hours). Take the ganache from the fridge and form small balls that you will put on a oven sheet covered with parchment paper. Put everything in the freezer for 30 min. 
Prepare the coverage: melt the chocolate in a bain marie, add the black and white sesame and stir well. Roll the truffles into the coverage with the help of two forks or two teaspoons. Put the truffles on an oven sheet covered with parchment paper and let them solidify in the fridge. Store them in fridge.

 

lunedì 6 febbraio 2017

Super Bowl Sunday





English version below
Il Super Bowl Sunday sarebbe stato ieri. Per chi non lo sapesse, si tratta della finale di campionato del football americano, arricchita da uno show tra i due tempi (il famoso half time show), presidenziato dalla celebrita' di turno. In Europa, non ce lo filiamo molto, ma qui e' un evento di una certa portata, paragonabile ad una finale dei mondiali di calcio. Sebbene non segua il football americano, rimane sempre un'occasione per incontrarsi con gli amici e far due chiacchiere tra una ripresa e l'altra.  
Cibo tipico del Super Bowl Sunday: patatine di vario gusto con salsine assortite, chili con carne, ali di pollo fritte, poutine (per la versione canadese). Insomma, il trionfo del junk food :)
Cosi', oggi, si va di insalta, giusto per soddisfare l'impellente bisogno di una cura detox. In genere, quest'insalata di finocchi, grana e noci, la faccio ad occhio, ma ho cercato di sforzarmi a riportare le dosi. Potete sostituire le noci pecan, con quelle normali o con delle nocciole. Per quanto possa sembrare una preparazione banale, il bilanciamento dei sapori e' fondamentale per la buona riuscita della ricetta (la sapidita' del parmigiano deve essere smussata dalla freschezza del finocchio ed i sapori esaltati dalla frutta secca).

Insalata di finocchi, grana e noci pecan

-1 finocchio medio
-50 g di grana (o parmigiano)
-70 g di noci pecan (o normali, o nocciole)
-olio evo, sale e pepe per condire

Pulite il finocchio, rimuovendone i gambi verdi. Tagliatelo a fette molto sottili da mettere in una ciotola capiente. Aggiungete il grana tagliato a scaglie e le noci spezzettate. Condite con olio, sale ed una presa di pepe. 



Yesterday, it was the Super Bowl Sunday. For those who don't know, the Super Bowl is the final game of the American football championships. The top event of the evening is definitely the half time show, where one celebrity sings and performs on stage. In Europe, we don't follow much this event, but in North America is a huge thing, comparable to a world cup soccer final. Although I do not follow football at all, it is still a good excuse to meet with friends and chat between one inch and another. Typical Super Bowl Sunday food: chips, nachos, with assorted dipping, chicken wings, chili, poutine (for the Canadian version). Shortly, a junk food feast :)
So, today, I urged something healthy to detoxify my body, as this fennel salad. I usually never weigh the ingredients for this recipe, but I tried to estimate some proportions. Note: you can replace pecan walnuts with regular ones or even with hazelnuts. This recipe might look trivial, but if you want to succeed with it, you need to balance all the flavors (the saltiness of the cheese must be smoothed by the freshness of the fennel).

Fennel salad with grana and pecan walnuts

-1 medium fennel
-50 g of grana cheese (or parmigiano cheese)
-70 g of pecan walnuts (or regular ones or hazelnuts)
-extra virgin olive oil, salt and pepper to garnish

Clean the fennel by removing the green stems. Cut it in thin slices and put them in a large salad bowl. Add the cheese cut in flakes and the pecan walnut broken into pieces. Garnish with oil, salt and a pinch of pepper.

mercoledì 1 febbraio 2017

Boeuf bourguignon à la bière

English version below
Una via di mezzo tra il famoso boeuf burguignon francese e la carbonnade belga! Questo piatto, in Italia chiamato comunemente spezzatino, lo cucino abbastanza spesso, primo perche' e' molto buono, secondo perche' richiede il giusto impegno (lo dimenticate 2h in forno mentre vi dedicate ad un'occupazione a piacere) e terzo perche', se ne preparate un po' di piu', avete un ottimo pranzo da portarvi al lavoro (da qui si capisce che devo arrangiarmi quotidianamente le mie brave schiscette :)).
Per il boeuf bourguignon, servirebbe del vino rosso che io non avevo, quindi l'ho rimpiazzato con della birra stout, ottenendo qualcosa di simile alla carbonadde à la flamande belga (che pero' vorrebbe anche la senape ed il pain d'epice...). Se volete aggiungere delle verdure come ho fatto io (cosi' si cuoce tutto assieme, ottenendo secondo+contorno), le classiche patate vanno benissimo, ma potete anche optare per altri tuberi (carote, rape...) o fagiolini verdi e, perche' no?, le mange tout (le scoprii in Belgio, ma non conosco la traduzione italiana :P, comunque, quei baccelli teneri sottili di cui si mangia tutto, come dice la parola stessa).

Bouef bourgignon à la bière

-500 g di polpa di manzo (o un taglio collagenoso per stufati es. girello)
-250 mL birra stout (o quella che preferite, comunque andrei con una scura)
-250 mL d'acqua
-2 patate grosse (o 4 medie)
-2-3 manciate di mange tout
-2 cucchiai di farina
-2-3 cucchiai di olio evo
-sale qb
 
Tagliate la carne a cubetti ed asciugatela con della carta assorbente. Pelate le patate, tagliatele a pezzi grossolani e mettete da parte. Versate l'olio nella vostra cocotte in ghisa e, quando sara' caldo, aggiungete la carne, facendola rosolare da tutti i lati. Aggiungete la farina e mescolate un po' per distribuirla. Mettete la patate e le mange tout, versate poi la birra e l'acqua ed aggiustate di sale (il liquido dovra' ricoprire tutto). Portate a lieve bollore. Dopodiche', coprite e trasferite la cocotte in forno preriscaldato a 180 C. Fate cuocere per 2h-2h 1/2.


This is a melange between the famous french boeuf burguignon and the Belgian carbonnade. I admit I cook this dish quite often, first because it is very yummy, second it is relatively easy to make (you forget it in the oven for 2h and you have time for other activities) and third because, if you prepare a bit more, you will have a delicious lunch to bring to work, making your colleagues a bit jealous.
Usually, boeuf bourguignon requires red wine, but, given I was out of that, it was replaced with a stout bier, obtaining something similar to the Belgian carbonadde à la flamande (that requires also mustard and pain d'epice though). 
If you like you can add vegetables as I did. In that way you will have a main course+side dish with no extra effort. The classic potatoes are surely ideal, but you can also select other vegetables as turnips, carrots, green beans and, why not?, sugar snaps.

Bouef bourgignon à la bière

-500 g of beef (a cut rich in collagen suitable for a stew)
-250 mL of stout bier (or the one you like, but I would stay with a dark one)
-250 mLof water
-2 large potatoes (o 4 medium)
-2-3 full hands of sugar snaps
-2 tablespoons of flour
-2-3 tablespoon of olive oil
-salt to taste
 
Cut the meat into cubes and dry it with tissues. Peel the potatoes, cut them into large chunks and put them aside. Pour the oil in a cast iron cocotte and, when it's hot, add and saute the meat. Add the flour and mix to distribute it well. Add the potatoes and the sugar snaps, pour the water and the bier and the salt to taste (the liquid should cover everything). Bring the preparation to boil. After that, cover with a cast iron lid and transfer the stew in a preheated oven at 180 C. Let it cook for 2h-2h 1/2.


venerdì 27 gennaio 2017

Lights



English version below
Da quando ho iniziato a smanettare con la nuova Canon, mi sono resa conto di tre verita' ineluttabili del mondo della fotografia, le tre regole base per far delle belle foto:

-Lenti: sono fondamentali per la fotografia. Vi danno un controllo pazzesco sulle immagini, roba che mai mi sarei immaginata. 
-Luci: altro elemento essenziale. Se avete le luci giuste, potete realizzare foto di tutto rispetto anche con una compattina.
-Fotografo: un mio amico soleva dire, "le foto le fa il fotografo, non la macchina fotografica". Insomma, potete avere la migliore macchina esistente, ma se non sapete come usarla andrete poco lontano.

Ultimamente, ho cercato di capire meglio come scegliere le luci ed i set fotografici. E se sto riuscendo ad ottenere risultati soddisfacenti con la luce naturale (la migliore, se mi consentite), con quelle artificiali mi si e' spalancata la valle della disperazione. Ora, spippolando in rete, si trovano blog di fotografia in cui, gente seria e professionale, fa la spiega di come settare le luci. Gestire la luce artificiale e' un po' piu' complesso rispetto a quella naturale. La cosa migliore e' scegliere lampade bianche fluorescenti, da filtrare con un pannello bianco semitrasparente (potete usare un panno bianco, della carta da forno etc), per evitare ombre dure. Si puo' poi usare un pannello bianco riflettente per aumentare la luminosita'.
L'altra sera ho testato un po' di questi trucchetti con i (poco soddisfacenti) risultati che vedete in queste foto (prego, notare l'interessante soggetto, pasta pomodoro e mozzarella). Ho pure frantumato una lampada a fluorescenza (vabbe' che non costano molto) nei mille tentativi di riposizionare le luci, tenendole in bilico in improbabili posizioni. 
Ancora non riesco ad ottenere quell'effetto "giorno" che tanto mi piace e che, francamente, da' tutto un altro aspetto ai soggetto, rendendo vivida l'immagine ed i colori. Stavo pensando di usare un pannello luminoso piu' grande, moolto piu' grande. Cosa dite? Consigli, suggerimenti?

Since I got the new Canon, I vividly figured out the three rules of thumb to take good photos:

-Lenses: they are essential. They give you great control on what you do, something I could have never imagined
-Lights: another essential point. If you have the right lights, you can take decent looking pictures even with a compact camera.
-Photographer: a friend of mine was used to say. "the photographer takes the picture, not the camera". In other words, you can have the best camera ever, but if you don't have control on that, you won't go very far.

Lately, I have tried to understand more about lights and photography settings. So far, I obtained satisfactory results with natural lights, but, as soon as I started working with the artificial ones, I ended in the valley of desperation. Now, online you can find photography blogs where serious and professional people explain how to set the lights. On a regular basis, managing artificial lights is more complicated than natural ones. It is definitely a good idea using strong, fluorescent, white lights, which can be filtered with a semi-transparent white panel (you can even use a white tea cloth, parchment paper etc) to get rid of strong shadows. If it's the case, a reflecting white panel can be used to increase the luminosity.
Last night, I tried to apply all these techniques with poor results (please, see pics above...and note the charming subject: pasta with tomatoes and mozzarella). I have even crashed a fluorescent lamp (well, luckily not so expensive) in the clumsy attempt of setting lights in improbable positions
Still, I can't get that "day light" effect which I like so much and, honestly, gives to the subject a totally different glow. I have been thinking to use a much bigger light panel. What do you think? Any suggestion?