martedì 27 settembre 2016

La Brioche di Leonardo di Carlo


English version below
E' taaaantoooo che non scrivo lo so. Ma sono successe un po' di cose negli scorsi mesi che mi hanno tenuta lontana dal mio adorato (ed  ultimamento trascurato) blog.

1) Mi sono allenata per la maratona di Ottawa, cosa che mi ha succhiato tanto tempo ed energie. Per chi non si sia mai cimentato con una maratona (no, la mezza non vale): il programma dura 4 mesi, in cui alternate lavoro-allenamenti-lavoro. La domenica mattina vi alzate alle 7 (roba che manco quando vado a lavoro) per correre mezza giornata e poi crollare sul divano e dormire il resto della giornata. Insomma, dovete avere una grossa motivazione ed un'insana passione per la corsa per cimentarvi in quest'impresa.

2) Aspettiamo un pupetto/a! Sono alla 15esima settimana e, come  molte sapranno, i primi 3 mesi sono un po' difficili dal punto di vista alimentare. Le nausee mi hanno tenuta lontana dalla cucina, se non per preparare qualcosa per la sopravvivenza. Ma ora l'appetito e' ritornato e la voglia di cucinare, pure!

Cosi' l'altro giorno, mi sono messa a impastare un po' di briochine e, per la prima volta, ne ho provato una versione salata. La necessita' era nata dalla mancanza di pane in casa. Cosi', invece di fare la solita focaccia, ho aperto il libro di Leonardo di Carlo, Tradizione in Evoluzione, e provato la sua (ottima) brioche salata.
Purtroppo, per necessita', ho dovuto fare delle modifiche alla ricetta originale. Vi riporto quella di Di Carlo con le mie modifiche a lato.

Brioche salata di Leonardo di Carlo

-300g di farina 00 W 150/180 (io mi sono dovuta arrangiare con l'onnipresente all-purpose, in questo caso calcolate 1Kg di farina totale)
-700g di farina 00 W 320/360
-30g di zucchero semolato 
-150g di uova
-100g di tuorli
-250g di latte
-30g di lievito di birra (io ho usato 16g di quello secco)
-300g di burro morbido a16C (io ho usato 200g di burro e 50g di olio extra vergine d'oliva)
-18g di sale fino

Sciogliete il lievito nel latte tiepido (Di Carlo non descrive questo passaggio, ma a me sembrava necessario). Mescolate la farina con le uova, lo zucchero, i tuorli ed il latte col lievito. Per questa operazione e per le successive, ho usato il Kitchen Aid col gancio a uncino, a bassa velocita'. Aggiungete poi il burro mescolato col sale a piccole dosi, facendo ben incorporare la materia grassa nella pasta. Continuate a mescolare a bassa velocita', finche' l'impasto non sia liscio ed omogeneo. Fate riposare la pasta per mezz'ora a temperatura ambiente. Trasferite poi la pasta in uno stampo da brioche e fate lievitare a 27C finche' non raggiunge il bordo del contenitore (io ho lasciato lievitare per 1h e mezza a 22C).
Cuocete in forno ventilato a 180C. I tempi di cottura possono variare da forno a forno, nel mio caso ci sono voluti circa 50 min. I tempi si accorciano notevolmente se dividete la pasta in piccole briochine.




It has been a while since the last post, I know! But a few things happed, which kept me away from my beloved (and overlooked) blog, during the last few months.

1) I have been busy training for the Ottawa marathon, which sucked a lot of my time and energies. If you never engaged yourself with a marathon training (no, the half doesn't count), you should know that the program last about 4 months, during which you just alternate working-running-working-running. On Sunday mornings, you have to wake up around 7am to run half a day and sleep the other half on the couch. Briefly, it requires a great motivation and an insane passion for running.
2) We are expecting! I am 15 weeks now and, as many women know, the first 3 months were a kind of difficult from the nutritional point of view. The sickness kept me away from the kitchen that I approached with reluctance just to prepare simple, surviving food. Luckily, I got my appetite back, as well as my desire of cooking.

So, the last day, while I was kneading some dough and realizing we were out of bread, I decided to try a salt version of the common brioche. The recipe comes form the beautiful book of Leonardo di Carlo, Tradizione in Evoluzione.
Unfortunately, I had to modify the original recipe, which I report below with my changes in parenthesis.

Leonardo di Carlo's salty brioche

-300g 00 W 150/180 of flour (I had to use the all-purpose one, in this case, calculate 1Kg of total flour)
-700g of 00 W 320/360 flour
-30g of granulated sugar
-150g of eggs
-100g of egg yolk
-250g of milk
-30g di fresh yeat (I used 16g of the dried one)
-300g of soft butter at 16C (I used 200g of butter and 50g of extra virgin olive oil)
-18g of fine salt

Dissolve the yeast in tepid milk (Di Carlo does not report this step, but I think it is required). Mix the flour with the eggs, the sugar, the yolks and the milk+the yeast. For this step and the following ones, I used a standing mixer with the kneading hook at low/moderate speed. Add then, little by little, the butter mixed with the salt. Knead and let the buttery mixture incorporate into the dough. Keep kneading at low speed, until the dough looks smooth and homogeneous. Let the dough rest for 30 min at room temperature. Transfer the dough in a brioche pan and let it rise at 27C until the dough reaches the edge of the pan (I actually waited 1h and 30 min at 22C).
Bake in convect oven at 180C. Baking time can vary from oven to oven, in my case, it took 50 min. You can shorten the baking time by dividing the dough in small brioches.

lunedì 1 febbraio 2016

Dulche de leche



Sono una persona decisamente fuorimoda (piu' retro' e nostalgica direi...). Cosi', quando imperversa qualcosa di nuovo, ci metto sempre un po' ad interessarmene. Qualche esempio? Non ho facebook, ho uno smartphone da pochi mesi (un regalo, per la verita'), sto ancora valutando se aprire un account su Twitter...potrei continuare per ore...
Solita storia per la gastronomia...quando imperversa qualche mania culinaria (vedi metcha, muffin, cupcakes), sono sempre l'ultima ad allinearmi col resto della blogosfera (se mi allineo...). Tempo fa (anni fa!), andava alla grande il dulche de leche. Probabilmente, una banalita' per i sudamericani, ma non per i blogger italiani che ne furono letteralmente conquistati. Ammettiamolo: il dulche de leche e' buono, molto buono, e' difficile resistergli. Da amante del dolce stucchevole, l'ho adorato all'istante. Ma, chissa' come mai, non mi sia mai venuto in mente di farlo a casa. Eppure la ricetta e' davvero semplice! Mi dicevo: ma si, e' cosi' facile! Prima o poi lo faro'.
Poi ieri sera ci siamo imbattuti in un barattolo di dulche de leche, durante la nostra mega spesa bisettimanale da Costo. Eravano sul punto di prenderlo, ma lista degli ingredienti ci ha dato qualche perplessita' (in particolare, la presenza dell'olio di soya...magari estratto con esano???). Cosi' ho mollato il barattolo e ho deciso: il dulche de leche lo faccio io! E devo dire che ne e' valsa la pena:

1) e' veramente facile da preparare
2) gli ingredienti sono reperibilissimi e probabilmente li avete tutti in casa
3) volete mettere la soddisfazione? :)

Le ricette che trovate nel web si assomigliano molto, anche perche' non e' che ci sia molto da variare. Alcune partono da latte condensato, altre da latte normale. Io ho fatto l'ortodossa e ho usato del latte normale. Ho usato la ricetta di Patricia B., commentatrice del Cavoletto, ed il risultato e' stato davvero...remarkable! :) Ho solo usato l'estratto di vaniglia, perche' non avevo i baccelli :P

Dulche de leche (ricetta di Patricia B)

-1 L di latte
-280 g di zucchero
-1 cucchiaino di estratto di vaniglia
-1 cucchiaino raso di bicarbonato

Versate il latte in una pentola capiente con la vaniglia e scaldate a fiamma media. Quando il latte ha quasi raggiunto il bollore (iniziera' a fumare), aggiungete lo zucchero. Mescolate bene ed aggiungete il bicarbonato. Abbassate la fiamma e mescolate di tanto in tanto. Il latte dovra' giusto sobbollire ed evaporare piano piano. Durante questo processo, che richiedera' un po' di tempo (anche un'ora), la miscela assumera' una colorazione bruna. Controllate il dulche de leche e mescolate di tanto in tanto. La fase finale e' quella piu' delicata: il dulche de leche diventera' piu' denso e piu' scuro e dovra' essere mescolato continuamente. E' pronto quando la miscela "scrive" (si, come il pan di spagna) o vedete le righe sul fondo della pentola, come suggerisce Patricia. Togliete il dulche de leche dal fuoco e mescolatelo ancora 4-5 minuti. Servitelo freddo su tartine, gelato, pane etc etc....


I am not the kind of person who follows the trends. It always take me a while to get interested in something new. A few examples? I do not have facebook, I just recently got a smartphone (well, it was a gift), I am still debating if opening an occount on Twittter and so on.
Likewise when there is a new foodie trend (e.g. muffins, cupcakes, matcha stuff...), I am always the last one to try it (if I do...). A while ago (years ago!), dulce de leche became very popular. Maybe, it was trivial stuff for Southern Americans, but Italian foodbloggers fell in love with it! Let's be honest: dulce de leche is good, very good, hard to resist (in particular for a person like me, who loves super sweet stuff). So, I don't know why it took me so long to make my own, considering how easy the recipe is. I was telling myself: it is so easy to make! I will make it one day or another!
But it happened we found a huge jar of dulce de leche during our biweekly visit at Costco. We were tempted to buy it, but the list of ingredients made us changing our minds (in particular, the present of soya oil, maybe extracted with hexane???).So, I told myself: forget about this can, let's make dulce de leche by myself! It was worth it:

1) It's really easy to make
2) The ingredients are easy to get, and you might probably have all of them already in your pantry
3) What a satisfaction! :)

The recipes you find in the web are very similar to each other (not that there is much to vary...). Some of them starts from evaporated milk, others from regular. I followed the recipe of Patricia B., a commenter of Cavoletto, and the result was...remarkable! :) I just used vanilla extract because I was out of vanilla beans :P.

Dulche de leche (recipe of Patricia B)

-1 L of milk
-280 g of sugar
-1 tea spoon of vanilla extract
-1 tea spoon of backing soda

Pour the milk and the vanilla extract in a large pot and warm it up under a medium flame. When the milk is almost at the boiling point (it starts to smoke), add the sugar. Stirr the mixture and add the backing soda. Turn the flame down and stir from time to time. The milk should barely boil and slowly evaporate. During this process, which might take even a hour, the mixture will turn brown. Check the dulce the leche and stirr it from time to time. The last phase is the most delicate: the dulche de leche will turn denser and darker, and must be stirred continously. Dulce de leche will be ready when the mixture "writes" (like genoise pastry) or you see the stripes on the bottom of the pot, as suggested by Patricia. Remove the dulce de leche from the flame and keep stirring it for about 5 min. Serve it cold on ice creams, crakers, bread etc etc....

venerdì 22 gennaio 2016

Time and the avocado mayo



English version below
Ho sempre sostenuto che il tempo e' tiranno. Abbiamo comprato casa, e tra burtocrazia, trasloco, assestamento, il tempo e' volato, senza che io riuscissi a dedicarmi alle cose che piu' amo: il blog e la corsa. La gestione del tempo non e' cosa semplice. Diciamo il vero: avevo preso un buon ritmo. Mi alzavo presto e correvo al mattino e trovavo tempo per scrivere i posts nel fine settimana. Ma il trasloco ha scombussolato tutto e, sebbene sistemati in casa nuova, ci vuole un po' per abituarsi al nuovo circondario, capire dove sono i negozi e sviluppare una nuova routine.
Il lavoro poi mi sta succhiando sempre piu' energie. Mi chiedo come riescano alcuni blogger a scriver 2-3 volte a settimana e a fare un lavoro a tempo pieno (rivelate il vostro segreto, vi prego! :)).
Cosi' oggi, ricetta semplice semplice, quasi banale, ma interessante: mayonese di avocado. E' un'interessante alternativa alla mayonese tradizionale, decisamente piu' sana e adatta per i vegani. Si abbina molto bene sia con la carne che con il pesce (soprattutto col salmone affimicato, ottimo!!!), ma potete anche usarla come dip (salsina in cui intingere crackers, pane, focaccia...vanno tantissimo qui!).
Mayonese di avocado
-1 avocado maturo
-2 cucchiani i succo di limone o lime
-2 cucchiai di olio extra vergine
-2 cucchiai d'acqua*
-1 presa di sale
*potete sostituirli con 2 di panna liquida, se volete un gusto piu' ricco
Pelate e denocciolate l'avocado. Tagliatelo a pezzetti e mettelo nel frullatore. Aggiungete gli altri ingredienti e frullate per 20-30 secondi. Si conserva in frigo per un paio di giorni.


Time doesn't wait for you, that's a matter of fact. During the last month, I have been totally absorbed by the moving and, although, we are now settled in the new house, I am still struggling with finding a new routine. It's impressive how we are creature of habits and we need readjust our schedules after each moving. Work, on the other hand, is totally absorbing me. As a result, I overlooked two of my favorites things: blogging and running. 
I really admire those bloggers capable of posting twice-three times a week, and still having a full time job (tell me your secret, please :)).
So, today, I propose you a simple, but interesting recipe: avocado mayo. It's an excellent alternative to the regular one, in particular for vegan people. Furthermore, it is much lighter and healtier than the classical mayo, which I love, but I find very greasy. This avocado mayo pairs very well with both meat and fish (in particular, with smoked salmon!), but it could be used as a simple dip.  
Avocado mayo
-1 ripe avocado
-2 tablespoons of lemon or lime juice
-2 tablespoons of extravirgin olive oil
-2 tablespoons of water*
-a pinch of salt
*you can substite the water with cream, if you want a richer taste
Peel the avocado and remove the seed. Cut the avocado in pieces and put them in a blender. Add the other ingredients and blend for 20-30 sec. You can store the avocado mayo in the fridge for 2-3 days.

sabato 9 gennaio 2016

venerdì 11 dicembre 2015

Experiments


English version below
Avevo sentito parlare della possibilita' di realizzare la pasta frolla con l'olio d'oliva, ma ero sempre rimasta dubbiosa sulla cosa (la frolla si fa col burro, punto! ;)). Persino Leonardo di Carlo valuta questa opzione nel suo libro Tradizione in Evoluzione. Nonostante cio', continuavo a rimanere scettica. Insomma, ci sono poche certezze nella vita, tra le quali: la pasta frolla vuole il burro!
Mi e' capitato pero' di avere a cena un amico intollerante al lattosio e di dover realizzare un dessert che fosse privo di latte e derivati. Dopo avere preparato un sorbetto al limone (sul quale non ero troppo convinta, pero'), ho deciso di tenatare la frolla all'olio d'oliva. Lo devo ammettere, mi sono ricreduta! Sebbene abbia sempre un debole per la magnifica frolla di Ducasse, quella all'olio d'oliva ha i suoi pregi:

-lavorabilita': si impasta piu' velocemente e piu' facilmente della corrispettiva al burro
-leggerezza: dopo la cottura, rimane piu' leggera
-apporto calorico: sicuramente inferiore a quella col burro, visto che la quantita' di olio richiesta e' molto piu' bassa

Svantaggi:
-dopo la cottura, questa frolla rimane un po' piu' secca (mi ricordava i biscotti secchi di una nota marca che inizia per mu... e finisce per ...anco). 
-l'olio si sente. Per cui, usatene uno leggero, fruttato, ma di discreta qualita'.

La ricetta l'ho trovata su Giallo Zafferano e mi ha piuttosto soddisfatto, ma se qualcuno ne avesse una piu' valida saro' felice di testarla :) Rispetto alla ricette originale, ho calato la dose di lievito (10 g per 280 g di farina mi sembrava un po' troppo) e ho eliminato la scorza di limone.

Frolla all'olio d'oliva (tratta da Giallo Zafferano)

-280 g di farina
-2 uova
-1 tuorlo
-50 mL di olio d'oliva
-100 g di zucchero
-8 g di lievito per dolci
-un cucchiaino di estratto di vaniglia
-una presa di sale

Sbattete le uova con lo zucchero. Quando saranno chiare e leggermente montate, aggiungete l'olio e l'estratto di vaniglia, continuando a sbattere. Versate il composto con le uova sulla miscela di farina, sale e lievito. Impastate velocemente. Avvolgete la frolla nella pellicola e mettetela a riposare in frigo per almeno 30 min. Usate la frolla come base crostate, biscotti etc...Io ci ho fatto degli occhi di bue e con gli avanzi i biscottini che vedete qui sotto.


I heard about the possibility to realize pasta frolla (a kind of shortbread) with olive oil and, I must admit, I have always been skeptical about that (a good pasta frolla requires butter! ;)). Even the chef Leonardo di Carlo mentions that possibility in his book Tradizione in Evouzione. Despite that, I wasn't still too convinced about the outcome until...I had a lactose-intolerant friend coming for dinner and I was thinking what to cook as dessert. After making a lemon sorbet about which I wasn't too convinced, I decided to try the frolla with olive oil. I must say it turned better than I thought. Although it can't beat the wonderful frolla of Ducasse, the one with olive oil has some advantages:

-it's easy to knead, in comparison to the one with butter
-lightness: the dough remains very light after baking
-lower in calories: the amount of olive oil required is much lower than the amount of butter in the regular frolla

Shortcomings:

-the dough is a bit more dry after baking than the one with butter
-the olive oil flavor is quite pronounced. Therefore, I suggest you to use a good-quality and delicate olive oil.

The recipe, from Giallo Zafferano, was good, but if you have something better to recommend, I will be happy to test it :) Compared to the original, I just decreased the amount of baking powder and I skipped the lemon zest.

Frolla with olive oil (adapted from Giallo Zafferano)

-280 g of flour
-2 eggs
-1 yolk
-50 mL of olive oil
-100 g of sugar
-8 g of baking powder
-a tea spoon of vanilla extract
-a pinch of salt

Beat the eggs and the yolk with the sugar until you obtain a clear, frothy mixture. Then add the olive oil and the vanilla and keep beating. Mix the flour with the backing powder and the salt, and pour the egg mixture on it. Knead quickly. Wrap the dough in a film and let it rest in the fridge for at least 30 min. Use the dough as a base for your recipes. In my case, I made occhi di bue.
 


domenica 29 novembre 2015

Indulge yourself...



 
English version below
Sono ufficialmente bloccata in Canada. Ho perso il mio passaporto durante un viaggio di lavoro e, dopo aver fatto denuncia, e' stato, ovviamente, ritrovato.  Quindi adesso mi ritrovo con un passaporto non piu' valido per l'espatrio e uno nuovo da rifare tramite ambasciata, evviva!
A tutti quelli che mi hanno chiesto circa un possibile rientro natalizio, devo rispondere no, probabilmente no, causa mancanza documento per l'espatrio :P 
Altro motivo, per cui non rientreremo e' che abbiamo comprato casa! :) Dovremmo traslocare poco prima di Natale e non avremo molto tempo per combinare anche un viaggio oltreoceano.

Ma veniamo alle cose serie, ovvero pappatoia :) 
Ho provato questi biscotti di ricotta, visti sul bel blog di Sara, un paio di settimane fa. La ricetta pare sia dello chef Luca Montersino e ha riscosso buona popolarita' nella blogosfera. Se siete a dieta, e' qualcosa in cui potete indulgere senza troppi sensi di colpa: la ricetta contiene solo ricotta, farina e zucchero come ingredienti di base. Si puo' poi variare, aggiungendo aromi ed ingredienti a piacere. Io ho usato quello che avevo, ovvero i semi di sesamo, ma potete provare con frutta secca a piacere, gocce di cioccolato, scorza di agrumi etc etc. Un consiglio: la ricotta e' molto presente in questi biscottini, quindi usatene una di buona di qualita'. Io, come al solito, mi devo accontentare di quello che passa il mercato qua, ma sono convinta che in Italia avrete molta scelta. Ma la cosa piu' esaltante e' che questi biscotti sono tanto facili quanto buoni! Una volta fatti non potrete esimervi dal rifarli ancora. E, difatti, sono gia' diventati uno dei miei cavalli di battaglia, uno degli evergreen che non mancheranno tra i biscotti delle feste :)

Biscotti di ricotta

-200 g di ricotta fresca
-130 g di farina
-130 g di zucchero
-1 cucchiani di lievito per dolci
-una presa di sale
-2 cucchiai di semi di sesamo 

Versate tutti gli ingredienti in una ciotola e mescolateli velocemente. Non lavorate troppo la pasta o diventera' troppo appiccicosa. Date ai biscotti la forma che piu' vi piace. Io ho fatto delle palline che ho poi schiacciato, ma potete realizzare dei bastoncini, treccine etc etc. Disponete i biscotti su una teglia rivestita di carta da forno e cuoceteli a 160 C, finche' non saranno leggermente coloriti. Se volete, potete servirli con una spolverata di zucchero a velo.
 


I am officially stuck in Canada. I lost my passport during a business trip and I had not choice but reporting the loss to the police. Guess, what? After a few hours, my passport was find in Ottawa! Isn't that Murphy's law? So, now I have an invalid passport and I must apply for a new one through the embassy, how lovely! Just to answer to a few people inquiring about my possible return to Italy for Christmas, well the answer is no. I am afraid I won't have a new document ready by Dec 25th :P
Besides, we bought a house and we suppose to move in right before Christmas :) So, just to avoid being too overwhelmed, we will probably skip our Christmas visit this year.

Let's get to serious matter: food stuff :)
I recently tried these excellent ricotta cookies, which I found in the nice blog of Sara. The original recipe is from the chef Luca Montersino and it became quite popular among food bloggers. The recipe is so simple and light you can indulge this cookies without regrets: they contain only flour, sugar and ricotta, as basic ingredients. You can add more ingredients if you wish (sesame seeds, in my case), as dried fruits, chocolate chips, orange or lemon zests...An important suggestion: use a good quality ricotta, given that is one of the main ingredient and gives a remarkable flavor to the cookies. Choices are a bit limited in Ottawa, but you can probably find something decent at Nicastro or Costo.
But the best thing about these cookies is that they are as simple as good! Once you try them, you can't wait to bake them again. These threats will definitely end up in my list of Christmas cookies! :)

Ricotta's cookies

-200 g of fresh ricotta
-130 g of flour
-130 g of sugar
-1 tea spoon of backing powder
-a pinch of salt
-2 table spoons of sesame seeds

Put all the ingredients in a large bowl and mix them quickly. Do not over mix them or you will get a sticky dough. Make small balls with the dough and flatten them in order to obtain small discs. Place the cookies on a backing pan covered with parchment paper and bake in preheat oven at 160 C until the cookies will turn golden.





domenica 22 novembre 2015

Quel che resta dei food blog (The remains of the food blog)


English version below
Non me ne vogliate se rubo il titolo del bellissimo romanzo/film interpretato da Anthony Hopkins e Emma Thompson, ma non ho trovato cosa piu' azzeccata.
Da un po' di tempo mi trovo a riflettere sul fenomeno del foodblogging e sulla sua evoluzione.
Facciamo un salto indietro: anno 2006, mi trovavo all'aeroporto di Stoccolma, dove cercavo di ingannare il tempo navigando compulsivamente in internet. Iniziai a scorrere la pagina di un noto quotidiano nazionale e mi imbattei in un articolo sui food blogger. Iniziai a leggere incuriosita, cliccando sui links e guardando stupita ed adorante i blog di zenzero, cavoletto, fiordizucca. Da allora, ne rimasi fedele lettrice ed ammiratrice. Era il 2006 ed era esploso il fenomeno del food blogging, che in breve tempo si allargo' a macchia d'olio e coinvolse sempre piu' persone. 
Tutti i giorni da buona spentolatrice penitente, leggevo religiosamente il cavoletto, non mi perdevo gli aggiormenti di zenzero e seguivo le vicessitudini di fiordizucca. Poi ne scoprii altri, seguivo le loro storie, i concorsi a premi, i vari meme. Infine, nel 2007, feci il grande passo: aprii un food blog anch'io! Da spentolatrice intollerante, non trovai nome migliore di "Lasciatemi sola in cucina" che la dice lunga sul mio carettere puntuto e sulla mia testardaggine. Postavo circa una volta a settimana, seguivo gli altri blogger, commentavo senza eccessi, ma rimanevo connessa con la blogosfera...
Poi i trasochi, prima in Belgio, poi in Canada. Il tempo è tiranno e sono rimasta quasi un anno lontana dal blog. La manacanza di un progetto serio mi ha portato piu' volte a chiedermi se non sia il caso di chiudere bottega. Mi guardo intorno nella blogosfera e vedo che molti food blogger condividono le mie frustrazioni e i miei dubbi. 
Facciamo il punto della situazione: molti food blogger hanno chiuso bottega, altri non scrivono piu', altri hanno allentato...Quelli che sono esplosi e sono andati avanti sono pochi. Due che sono riuscite a trasformare il loro hobby in una professione sono state zenzero e cavoletto, ma molti foodblogger hanno abbandonato i loro progetti. Lo dico con rammarico perche' ce n'erano alcuni che leggevo con grande devozione. Molti sono sempre listati nella colonnina qui a destra. Mara, loste, la mia dirimpettaia svedese orchidea erano blogger che scrivevano cose interessanti, cose che valevano la pena di essere lette. É strana la blogosfera, non ci conosciamo di persona, ma e' come se fossimo un po' amici, un po' compagni di cucinamenti. Vedere molti foodblogger mollare lascia un senso di vuoto, perche' leggere i loro post, i loro pensieri arricchiva le mie giornate e mi donava spunti di riflessione.  Che volete farci, sono una nostalgica, sentimentalona ed incorreggibile romantica. Chi mi legge lo sa. Mi guardo spesso indietro e faccio bilanci. E da un po' mi attanaglia questo pensiero: che il food blogging sia nella sua fase parabolica discendente.

Quindi, vi chiedo: cosa resta dei food blog? Il fenomeno e' sempre presente o ha fatto il suo tempo? 

I hope you won't mind if I have "stolen" the title of the beautiful novel / film starring Anthony Hopkins and Emma Thompson, but I found it very appropriate for the topic I am going to write about.Since a while, I have been reflecting on the phenomenon of food blogging and its evolution.
Let's take a step back to Fall 2006: I was at the airport in Stockholm, where I was trying to pass the time browsing compulsively the web. I started to move around the page of a popular national newspaper and I came across an article about food bloggers. I started reading with a certain curiosity, clicking on links and looking amazed the blogs of zenzero, cavoletto, fiordizucca. Since then, I remained one of their faithful reader and admirer. It was 2006 and the phenomenon of food blogging had just exploded to quickly prosper worldwide and involve more and more people.Every day, as a good, penitent, daring cooker, I read religiously cavoletto, I followed zenzero's updates and the vicissitudes of fiordizucca. Then I discovered other food bloggers and followed their stories, competitions, various meme.
Finally, in 2007, the big step: I opened a food blog too! Given my poorly patient, I found no better name than "Leave me alone in the kitchen," which says a lot about my strong temperament and my stubbornness. I started posting about once a week, following the other bloggers, commenting without excesses, but I was always connected with the blogosphere... 
Then all the moving, first in Belgium, then Canada. Time was running out and I was almost a year away from the blog. The lack of a serious project made me wonder if it is not appropriate to close my blog. I look around the blogosphere and I see that many food bloggers share my frustrations and my doubts.Let's face the state of the art: many food bloggers have closed, others do not write anymore, others write less and less... 
Those that became popular and went ahead are just a few. Two bloggers who managed to turn their hobby into a profession are zenzero and cavoletto. But the reality is that many food bloggers have abandoned their projects. I say this with regret because there were a few blogs that I read with great devotion.  Some of these foodblogs are still listed in the column on the right. Mara, loste, my Swedish neighbor orchidea were bloggers who wrote interesting things, things that were worth to be read.  
The blogosphere is a funny place, we do not know personally, but it 's as if we were a bit friends, like little cooking fellows. Seeing many food bloggers giving up leaves me with an empty feeling, because reading their post and their thoughts enriched my days and were a source of inspiration. What can you do, I am nostalgic, sentimental and desperately romantic. Who reads me knows about that. I often look back and compare past with present. And since  a while, I can't help but thinking: is the food blogging over? 

So, here the question folks: what is left of the food blog? The phenomenon is still on or outdated?