lunedì 28 novembre 2016

Farinata toscana

Sono rientrata dall'Italia dopo due settimane di vacanza e, manco a dirlo, ci sarei rimasta per altre due! Insomma, due settimane son giusto bastate per farmi venir ancora piu' voglia di vacanza :D 
Comunque, e' successo che durante il nostro soggiorno in Toscana abbiamo cenato in un'osteria tipica, di quelle in cui si fa "cucina povera" locale. L'ambientino accogliente e abbastanza promettente mi ha incoraggiato ad ordinare la mitica farinata toscana, che io non mangiavo da anni. Ahime', la delusione e' stata tanta quanto l'aspettativa: la tanto agognata farinata sapeva pressocche' di poco. Anonima, insipida, insomma, bocciata. Molto meglio, invece, la pappa al pomodoro e la torta semolino e cioccolato che sembravano fatte con tutti i crismi.
Fatto sta che son rientrata in Canada con la voglia di farinata e ho ben deciso di farmela in casa (che poi, in genere, e' una di quelle cose che si mangia poco al ristorante). 
Qualche nota sulla farinata toscana (da non confondersi con quella ligure che e' una torta di farina di ceci, olio, acqua): e' un piatto povero, composto da pochi ingredienti. Io ho sempre mangiato la farinata pistoiese, una zuppa cremosa che consiste di fagioli rossi, cavolo nero e farina di granturco. Ci sono poi delle varianti piu' ricche, tipo quella lucchese, in cui si aggiungono anche patate, carote, cipolle, ma io sono rimasta fedele alla mia ricetta d'infanzia.
Va da se' che per ottenere una buona farinata, bisogna partire da ingredienti di discreta qualita' e di stagione. Per questo la farinata si fa solo d'inverno, quando e' periodo di cavolo nero! 
Le proporzioni tra gli ingredienti sono pure importanti per ottenere una farinata saporita e dal gusto ben bilanciato.
Insomma, il mio breve soggiorno toscano mi ha fatto capire quanto la nostra cucina sia, seppure all'apparenza semplice, molto complessa. Fare una buona cucina toscana richiede saper scegliere le materie prime e cucinarle come si deve. 
Vi lascio la ricetta della mia farinata e spero che sia altrettanto confortante!

Farinata toscana

-300g di fagioli rossi secchi
-5-6 coste di cavolo nero
-farina di granturco (100g/L d'acqua)
-aqua qb
-sale qb
-olio evo qb
-2 spicchi d'aglio

Lavate e mettete a mollo i fagioli per 24h. Staccate le foglie di cavolo dalla costa principale, lavatele, tritatele e mettete da parte. In una pentola capiente, aggiungete un po' d'olio e i due spicchi d'aglio leggermente schiacciati. Fate rosolare l'aglio ed aggiungete il cavolo nero. Fate appassire il cavolo ed aggiungete poi i fagioli scolati dell'acqua. Aggiungete l'acqua in modo che copra per due dita gli ortaggi (vi consiglio di misurare quanta ne mettete, cosi' potete regolarvi con la farina di granturco). Aggiustate di sale e portate a lieve bollore. Lasciate cuocere per almeno un'ora o finche' i fagioli non saranno cotti. Aggiungete un po' d'acqua se vi sembra che ne sia evaporata troppa. Aggiungete la polenta a pioggia, mescolando di continuo per evitare la formazione di grumi. Se usate la polenta precotta, vi bastera' mescolare per 2-3 min, altrimenti, armatevi di santa pazienza e continuate per 40 min circa.
A questo punto la farina e' pronta per essere servita. Si conserva per qualche giorno in frigo e, anzi, trovo che il giorno dopo, riscaldata in una padella con un po' d'olio sia pure meglio che fresca.

I came back from Italy after two weeks of vacation and, needless to say, I would have stayed for another two! In short, two weeks are just been enough to make me be even more craving for holidays :D

However, it happened that during our stay in Tuscany we had dinner in a typical tavern, the kind where you can find the "simple local cuisine". The cozy and quite promising ambience encouraged me to order the legendary Tuscan "farinata" (a kind of creamy soup/porridge), that I had not eaten for years. Unfortunately, my disappointment was as big as the expectations: the so-highly-desired farinata had almost no taste. Anonymous, tasteless, in short...to be rejected. Much better, however, the tomato soup (pappa al pomodoro) and the semolina and chocolate cake that appeared to be properly made.So, I eventually came back to Canada with a great desire of farinata and I was determined to make it at home (in general, farinata is one of those things that you do not usually eat at the restaurant).

A few notes on the Tuscan farinata (not to be confused with that of Liguria, a cake made of chickpea flour, oil, water): it is a simple dish, which consists of a few ingredients. I always ate the Pistoia's style farinata, a creamy soup that consists of red beans, black cabbage and corn flour. Then there are other variations, like the one of Lucca, where they also add potatoes, carrots, onions, but I wanted to remain faithful to my childhood recipe.

It is crucial to say that to get a good farinata, you have to start from high-quality, seasonal ingredients. This is why farinata is made only in winter, when it is time for black kale! The proportions of the ingredients are also important to get a tasty farinata, with a well-balanced taste.

In short, my brief stay in Tuscany has made me realize how our food is, although apparently simple, very complex. To succeed with Tuscan cuisine, it requires knowing how to choose the raw materials and cook them properly.

I leave you the recipe of my farinata and I hope it's just as comforting!

Tuscan farinata
 
-300g of dried red beans

-5-6 black kale leaves

-corn flour (100g / L of water)

-water qb

-salt qb

-extra virgin olive oil qb

-2 cloves of garlic

Wash the beans and soak them in water for 24 hours. Detach the cabbage leaves from the main coast, wash, chop them and set aside. In a large pot, add a bit of oil and two cloves of slightly squeezed garlic. Sauté the garlic and add the cabbage. Sauté the cabbage and then add the drained beans. Add as much water to cover the vegetables (I recommend you measure how much you put it, so you can have an idea of how much corn flour is needed). Season with salt and bring to a gentle boil. Simmer for at least an hour or until the beans are cooked. Add some water if it seems that too much has evaporated. Add the corn flour, stirring continuously to avoid the formation of lumps. If you use precooked corn flour, stir for about 2-3 minutes, otherwise, you must be patience and continue for about 40 min.
At this point the farinata is ready to be served. It will last a few days in the fridge and, indeed, I find that the next day, heated in a pan with a bit of oil, farinata tastes even better than fresh.

venerdì 14 ottobre 2016

Yes, we can! Banana bread.


English version below
Evviva, ci sono riuscita! Finalmente, ho fatto il mitico banana bread! 
Allora, dovete capire che il banana bread e' considerata una ricetta for dummies, cioe' bisogna proprio impegnarsi per fallirla. Bene, io l'ho toppata ben 2 volte! :P Ho provato 2 ricette, prese da siti che ritengo molto validi, ma il mio banana bread lievitava malissimo e mi ritrovavo con una roba che ricordava piu' un pudding. Ero cosi' crucciata che ho iniziato a condividere la mia frustrazione al lavoro (siamo, o no, in Nord America, patria del banana bread?), nella speranza di qualche dritta utile. Cosi' la mia collega Michelle mi ha fatto notare che il problema poteva essere il lievito (toh, ma davvero??? mi dici che il barattolo da mezzo Kg di baking powder aperto 2-3 anni fa potrebbe aver perso efficacia???? Ma vaaaaaa!!!!!!) e, francamente, mi sono stupita di non averci pensato prima. Cosi' munita di lievito fresco, mi sono ri-cimentata nel mio banana bread che e' stato un gran successo. Michelle e' stata cosi' gentile da darmi la sua ricetta che vi riporto qui sotto, leggermente modificata. Come buona parte delle ricette nord americane, le dosi sono in cups (perdonatemi, ma non avevo voglia di verificare il corrispettivo in grammi). 

Banana bread

-1 e 3/4 cup di farina
-2 uova
-1/3 cup latte (io ho usato della panna magra)
-1/2 cup di olio d'oliva
-1 e 1/2 cup di zucchero
-3 banane schiacciate (Michelle ne suggeriva 4-5)
-1/2 o 1 cup di noci sgusciate e spezzettate (facoltativo)
-1 teaspoon (un cucchiaino circa) di lievito per dolci
-1/2 teaspoon di sale

Mescolate la polpa di banana con le uova, il latte e l'olio. Aggiungete lo zucchero, la farina, il sale ed il lievito per dolci. Mescolate ed aggiungete, infine, le noci. Versate il composto in uno stampo da plum-cake rivestito di carta da forno e cuocete in forno preriscaldato a 165 C per 1h e 20 min circa. Al solito, i tempi di cottura variano da forno a forno, per cui fate la prova col solito stecchino.

Nota: ho trovato che 1/2 cup di olio sia un po' troppo. La prossima volta proverei con 1/3 o 1/4 di cup.




Yes, I did it! I finally succeeded at baking banana bread!
You should know that banana bread is considered a recipe for dummies and, despite that, I managed to failed it twice! :P I tried two different recipes, coming from very reputable blogs, but my banana bread wasn't rising properly. Eventually, I got something that was closer to a pudding than to a banana bread. I felt so upset that I decided to share my frustration at work (aren't we in North America, homeland of banana bread?), hoping to get some useful tips. So, my colleague Michelle suggested baking powder could be the problem (seriously??? Are you telling me that the 1/2 Kg package of baking powder opened 2-3 years ago went off???? No waaaay!!!!!!) and, honestly, I don't know why I haven't thought it before. Finally, with my fresh baking powder, I attempted banana bread once more...a success! Michelle was so kind to pass me her recipe, which I report below, slightly modified.

Banana bread

-1 e 3/4 cup of all-purpose flour
-2 eggs
-1/3 cup of milk (I've used the half/half cream, a light cream)
-1/2 cup of olive oil
-1 1/2 cup of sugar
-3 mashed bananas (Michelle suggested 4-5)
-1/2 or 1 cup of chopped walnuts (optional)
-1 teaspoon of baking powder
-1/2 teaspoon of salt

Blend the banana pulp with the eggs, the milk and the oil. Add the sugar, the flour, the salt and the baking powder. Blend the mix and add the walnuts. Pour the mixture in a baking pan covered with parchment paper and bake the banana bread in preheated oven at 165 C for about 1h and min. Baking times might vary from oven to oven, so check the banana bread with a cake tester.

Note: I found 1/2 cup of oil a bit too much. Next time, I would rather try with 1/3 or 1/4 cup.

domenica 9 ottobre 2016

Choux



English version below
Ve lo dico: questo sara' un post un po' schizzato e senza un gran filo logico. Allora, e' successo che ho ufficializzato la mia gravidanza al lavoro. Le dopo le varie congratulazioni, le donne del mio gruppo, da 2 settimane  a questa parte, hanno monopolizzato gli argomenti di conversazione del coffee break che al momento sono limitati a: parto, allattameto, asili nido, pediatri. Punto. Si e' creato un fenomeno per cui i miei colleghi uomini si raggruppano da una parte del tavolo a parlare di qualsiaisi cosa che non sia maternita'. Io vengo lasciata in balia della componente femminile che non perde occasione per instruirmi con le sue esperienze:
Io ho dovuto fare il cesareo! 
Io avevo la pressione troppo alta e mi hanno dovuto fare l'induzione. 
Io ho fatto l'epidurale e, ti diro', si fa piu' fatica a far gli addominali in palestra. 

Sono alla 17esima settimana e gia' mi parlano di pediatri ed asili nido: 
Cerca un pediatra!
Ma non e' prematuro? 
Assolutamente! Ci sono pochissimi pediatri e devi metterti in lista per averne uno. Molte lo fanno gia' quando pensano di metter su famiglia.
Acc...

Cerca un nido!
Ma non e' prematuro? 
Assolutamente! Ci sono liste d'attesa per quelli buoni, sai? 
Acc...

Negli ultimi due giorni ho girato a largo dal coffee break. Povere, cercano di rendersi utili condividendo le loro esperienze, capisco. Comprendo anche che la news abbia portato una lieve brezza di novita' nella monotonia della routine lavorativa, ma, credetemi, non vedo l'ora che il fermento sia passato e si ritorni a parlare di tematiche come lavoro, tempo, cosa ha fatto per il Thanksgiving?

Parlando, invece, di robe mangerecce, ho fatto degli choux (o bigne', come li chiamiamo in Italia). Ormai mi sono intrippata col libro di Di Carlo e volevo provare la sua ricetta per la pasta choux.
Di Carlo da' solo la ricetta per la pasta base, quindi per il ripieno potete sbizzarrirvi secondo i vostri gusti. Io li ho riempiti con una ganache al cioccolato che ho poi montato tipo mousse.

Choux o bigne' (ricetta di Leonardo di Carlo)

-500g di farina (00 W220, io mi sono arrangiata con la solita all-purpose)
-500g di burro 
-500g di acqua
-10g di sale fino
-900g di uova intere

Per la ganache al cioccolato:

-200g di cioccolato fondente
-200g di panna fresca

Mettete l'acqua, il burro ed il sale in un pentolino e portate ad ebollizione. A questo punto, aggiungete la farina e cuocete per 2 minuti, finche' l'impasto non si stacca dal fondo. Trasferite l'impasto in una planetaria (io ho usato il Kitchen Aid) col gancio a foglia. Aggiungete le uova un poco alla volta, mescolando a velocita' moderata. Continuate a mescolare, fino ad ottenere un impasto bello liscio. Se non avete una planetaria, potete mescolare tranquillamente a mano, richiedera' solo un pochino piu' di tempo e di energia.


Riempite una sac a poche con l'impasto e deponete i vostri choux su una teglia rivestita di carta da forno. Cuocete in forno ventilato e preriscaldato a 170-180C. Di Carlo indica 15-18 min come tempo di cottura ideale e usa un forno con la valvola di tiraggio. Io ho tenuto il forno leggermente aperto con l'aiuto di un cucchiaino e ho dovuto cuocere i miei choux per un tempo piu' lungo. I tempi di cottura possono variare da forno a forno, per cui vi consiglio di fare delle prove. Quando gli choux sono belli gonfi e iniziano a prender colore, toglietene uno dal forno: se dopo un paio di minuti si affloscia, vuol dire che non e' ancora pronto. Fate questo controllo ogni 10 min e segnatevi il tempo di cottura.

Mentre gli choux sono in forno, preparate la ganache al cioccolato. Spezzettate il cioccolato fondente e mettetelo da parte in una ciotola. Portate la panna ad ebollizione e versatela sul cioccolato. Mescolate vigorosamente fino ad ottenere una crema liscia.


Lasciate raffreddare la ganasche e trasferitela in frigo per un'ora. Riprendete la ganache e montatela con le fruste fino ad ottenere una specie di mousse. Bucate la base degli choux con la punta di un coltello e riempiteli con l'aiuto di una sac a poche. Spolverizzate con zucchero a velo e servite.


I warn you: this post might not have a very logical thread. Finally, I have formalized my pregnancy at work. After the various congratulations, since 2 weeks, all women of my group have monopolized the conversation at the coffee break that is currently limited to: delivery, breast feeding, kindergartens, pediatricians. Dot. That has created a phenomenon for which my male colleagues are grouped on one side of the table talking of anything that is not maternity-related'. I am left at the mercy of my female colleagues which never fails to instruct me with their experiences:I had the C-section!I had too high blood pressure and they had me do induce me.I had the epidural, and it was easier than doing abs in the gym.I am 17 weeks pregnant and they already talk to me of pediatricians and child care:

Look for a pediatrician!
Don't you think it is a bit premature? 
Absolutely! There are very few pediatricians and you have to put yourself on the list to get one. Many do already it when they plan for a baby.
Damn...

Look for a day care!
 

Don't you think it is a bit premature?
Absolutely!  There are waiting lists for the good ones, don't you know?
Damn...

In the last two days avoided the coffee break. Poor ladies, they try to make themselves useful by sharing their experiences, I understand. I also understand that the news has brought a breeze of novelty in the monotony of the working routine, but believe me, I'm looking forward to the excitement being over and returning to talk about issues such as job, weather, what have you done for Thanksgiving?Speaking about food stuff, I've made choux. I am now so fond of the Di Carlo's book that I wanted to try his recipe for the choux pastry. Di Carlo  just provides the recipe for the pastry, so you can pick the filling according to your taste. In my case, I filled the choux with a chocolate ganache, which I whipped as a mousse.


Choux or bigne' (Leonardo di Carlo's recipe)

-500g of flour (00 W220, I have used the all-purpose one)
-500g of butter
-500g of water
-10g of fine salt
-900g of eggs

For the chocolate ganache:

-200g of dark chocolate
-200g of fresh cream

Add the water, salt and butter in a pot and bring to boil. Add the flour and cook for 2 min until the pastry detaches from the bottom of the pot. Transfer the pastry into a standing mixer (I have used the Kitchen Aid) with the leave-shaped hook. Add the eggs little by little and keep mixing at moderate speed. Keep mixing till the pastry is smooth and homogeneous. If you don't have a standing mixer you can do this by hands, it will just require more time and energy.


Fill a pastry bad with the choux pastry and form your little choux on a backing pan covered with parchment paper. Bake them in pre-heated and convected oven at 170-180C. Di Carlo suggests a baking time of 15-18 min and he uses an oven equipped with a valve for the humidity. In my case, I left the oven slightly open with the aid of a teaspoon and I had to use longer baking times. The baking time might vary from oven to oven, so I suggest you make a few tries. When the choux turn puffy and golden-brown, remove one of them from the oven: if after 2 min it collapses, it means it is not ready yet. Make this check every 10 min and mark the baking time down.
Meanwhile the choux are in the oven, prepare the chocolate ganache. Cut the chocolate in rough pieces and set aside in a bowl. Bring the cream to boil and pour it on the chocolate. Mix it vigorously till you obtain a smooth cream. Let the ganache cool down and put it in the fridge form 1h. Remove the ganache from the fridge and whip it to obtain a kind of mousse. 
With the aid of a knife, make small holes in the base of the choux. Fill a pastry bag with the chocolate ganache and stuff the choux. Sprinkle with icing sugar and serve..

martedì 27 settembre 2016

La Brioche di Leonardo di Carlo


English version below
E' taaaantoooo che non scrivo lo so. Ma sono successe un po' di cose negli scorsi mesi che mi hanno tenuta lontana dal mio adorato (ed  ultimamento trascurato) blog.

1) Mi sono allenata per la maratona di Ottawa, cosa che mi ha succhiato tanto tempo ed energie. Per chi non si sia mai cimentato con una maratona (no, la mezza non vale): il programma dura 4 mesi, in cui alternate lavoro-allenamenti-lavoro. La domenica mattina vi alzate alle 7 (roba che manco quando vado a lavoro) per correre mezza giornata e poi crollare sul divano e dormire il resto della giornata. Insomma, dovete avere una grossa motivazione ed un'insana passione per la corsa per cimentarvi in quest'impresa.

2) Aspettiamo un pupetto/a! Sono alla 15esima settimana e, come  molte sapranno, i primi 3 mesi sono un po' difficili dal punto di vista alimentare. Le nausee mi hanno tenuta lontana dalla cucina, se non per preparare qualcosa per la sopravvivenza. Ma ora l'appetito e' ritornato e la voglia di cucinare, pure!

Cosi' l'altro giorno, mi sono messa a impastare un po' di briochine e, per la prima volta, ne ho provato una versione salata. La necessita' era nata dalla mancanza di pane in casa. Cosi', invece di fare la solita focaccia, ho aperto il libro di Leonardo di Carlo, Tradizione in Evoluzione, e provato la sua (ottima) brioche salata.
Purtroppo, per necessita', ho dovuto fare delle modifiche alla ricetta originale. Vi riporto quella di Di Carlo con le mie modifiche a lato.

Brioche salata di Leonardo di Carlo

-300g di farina 00 W 150/180 (io mi sono dovuta arrangiare con l'onnipresente all-purpose, in questo caso calcolate 1Kg di farina totale)
-700g di farina 00 W 320/360
-30g di zucchero semolato 
-150g di uova
-100g di tuorli
-250g di latte
-30g di lievito di birra (io ho usato 16g di quello secco)
-300g di burro morbido a16C (io ho usato 200g di burro e 50g di olio extra vergine d'oliva)
-18g di sale fino

Sciogliete il lievito nel latte tiepido (Di Carlo non descrive questo passaggio, ma a me sembrava necessario). Mescolate la farina con le uova, lo zucchero, i tuorli ed il latte col lievito. Per questa operazione e per le successive, ho usato il Kitchen Aid col gancio a uncino, a bassa velocita'. Aggiungete poi il burro mescolato col sale a piccole dosi, facendo ben incorporare la materia grassa nella pasta. Continuate a mescolare a bassa velocita', finche' l'impasto non sia liscio ed omogeneo. Fate riposare la pasta per mezz'ora a temperatura ambiente. Trasferite poi la pasta in uno stampo da brioche e fate lievitare a 27C finche' non raggiunge il bordo del contenitore (io ho lasciato lievitare per 1h e mezza a 22C).
Cuocete in forno ventilato a 180C. I tempi di cottura possono variare da forno a forno, nel mio caso ci sono voluti circa 50 min. I tempi si accorciano notevolmente se dividete la pasta in piccole briochine.




It has been a while since the last post, I know! But a few things happed, which kept me away from my beloved (and overlooked) blog, during the last few months.

1) I have been busy training for the Ottawa marathon, which sucked a lot of my time and energies. If you never engaged yourself with a marathon training (no, the half doesn't count), you should know that the program last about 4 months, during which you just alternate working-running-working-running. On Sunday mornings, you have to wake up around 7am to run half a day and sleep the other half on the couch. Briefly, it requires a great motivation and an insane passion for running.
2) We are expecting! I am 15 weeks now and, as many women know, the first 3 months were a kind of difficult from the nutritional point of view. The sickness kept me away from the kitchen that I approached with reluctance just to prepare simple, surviving food. Luckily, I got my appetite back, as well as my desire of cooking.

So, the last day, while I was kneading some dough and realizing we were out of bread, I decided to try a salt version of the common brioche. The recipe comes form the beautiful book of Leonardo di Carlo, Tradizione in Evoluzione.
Unfortunately, I had to modify the original recipe, which I report below with my changes in parenthesis.

Leonardo di Carlo's salty brioche

-300g 00 W 150/180 of flour (I had to use the all-purpose one, in this case, calculate 1Kg of total flour)
-700g of 00 W 320/360 flour
-30g of granulated sugar
-150g of eggs
-100g of egg yolk
-250g of milk
-30g di fresh yeat (I used 16g of the dried one)
-300g of soft butter at 16C (I used 200g of butter and 50g of extra virgin olive oil)
-18g of fine salt

Dissolve the yeast in tepid milk (Di Carlo does not report this step, but I think it is required). Mix the flour with the eggs, the sugar, the yolks and the milk+the yeast. For this step and the following ones, I used a standing mixer with the kneading hook at low/moderate speed. Add then, little by little, the butter mixed with the salt. Knead and let the buttery mixture incorporate into the dough. Keep kneading at low speed, until the dough looks smooth and homogeneous. Let the dough rest for 30 min at room temperature. Transfer the dough in a brioche pan and let it rise at 27C until the dough reaches the edge of the pan (I actually waited 1h and 30 min at 22C).
Bake in convect oven at 180C. Baking time can vary from oven to oven, in my case, it took 50 min. You can shorten the baking time by dividing the dough in small brioches.

lunedì 1 febbraio 2016

Dulche de leche



Sono una persona decisamente fuorimoda (piu' retro' e nostalgica direi...). Cosi', quando imperversa qualcosa di nuovo, ci metto sempre un po' ad interessarmene. Qualche esempio? Non ho facebook, ho uno smartphone da pochi mesi (un regalo, per la verita'), sto ancora valutando se aprire un account su Twitter...potrei continuare per ore...
Solita storia per la gastronomia...quando imperversa qualche mania culinaria (vedi metcha, muffin, cupcakes), sono sempre l'ultima ad allinearmi col resto della blogosfera (se mi allineo...). Tempo fa (anni fa!), andava alla grande il dulche de leche. Probabilmente, una banalita' per i sudamericani, ma non per i blogger italiani che ne furono letteralmente conquistati. Ammettiamolo: il dulche de leche e' buono, molto buono, e' difficile resistergli. Da amante del dolce stucchevole, l'ho adorato all'istante. Ma, chissa' come mai, non mi sia mai venuto in mente di farlo a casa. Eppure la ricetta e' davvero semplice! Mi dicevo: ma si, e' cosi' facile! Prima o poi lo faro'.
Poi ieri sera ci siamo imbattuti in un barattolo di dulche de leche, durante la nostra mega spesa bisettimanale da Costo. Eravano sul punto di prenderlo, ma lista degli ingredienti ci ha dato qualche perplessita' (in particolare, la presenza dell'olio di soya...magari estratto con esano???). Cosi' ho mollato il barattolo e ho deciso: il dulche de leche lo faccio io! E devo dire che ne e' valsa la pena:

1) e' veramente facile da preparare
2) gli ingredienti sono reperibilissimi e probabilmente li avete tutti in casa
3) volete mettere la soddisfazione? :)

Le ricette che trovate nel web si assomigliano molto, anche perche' non e' che ci sia molto da variare. Alcune partono da latte condensato, altre da latte normale. Io ho fatto l'ortodossa e ho usato del latte normale. Ho usato la ricetta di Patricia B., commentatrice del Cavoletto, ed il risultato e' stato davvero...remarkable! :) Ho solo usato l'estratto di vaniglia, perche' non avevo i baccelli :P

Dulche de leche (ricetta di Patricia B)

-1 L di latte
-280 g di zucchero
-1 cucchiaino di estratto di vaniglia
-1 cucchiaino raso di bicarbonato

Versate il latte in una pentola capiente con la vaniglia e scaldate a fiamma media. Quando il latte ha quasi raggiunto il bollore (iniziera' a fumare), aggiungete lo zucchero. Mescolate bene ed aggiungete il bicarbonato. Abbassate la fiamma e mescolate di tanto in tanto. Il latte dovra' giusto sobbollire ed evaporare piano piano. Durante questo processo, che richiedera' un po' di tempo (anche un'ora), la miscela assumera' una colorazione bruna. Controllate il dulche de leche e mescolate di tanto in tanto. La fase finale e' quella piu' delicata: il dulche de leche diventera' piu' denso e piu' scuro e dovra' essere mescolato continuamente. E' pronto quando la miscela "scrive" (si, come il pan di spagna) o vedete le righe sul fondo della pentola, come suggerisce Patricia. Togliete il dulche de leche dal fuoco e mescolatelo ancora 4-5 minuti. Servitelo freddo su tartine, gelato, pane etc etc....


I am not the kind of person who follows the trends. It always take me a while to get interested in something new. A few examples? I do not have facebook, I just recently got a smartphone (well, it was a gift), I am still debating if opening an occount on Twittter and so on.
Likewise when there is a new foodie trend (e.g. muffins, cupcakes, matcha stuff...), I am always the last one to try it (if I do...). A while ago (years ago!), dulce de leche became very popular. Maybe, it was trivial stuff for Southern Americans, but Italian foodbloggers fell in love with it! Let's be honest: dulce de leche is good, very good, hard to resist (in particular for a person like me, who loves super sweet stuff). So, I don't know why it took me so long to make my own, considering how easy the recipe is. I was telling myself: it is so easy to make! I will make it one day or another!
But it happened we found a huge jar of dulce de leche during our biweekly visit at Costco. We were tempted to buy it, but the list of ingredients made us changing our minds (in particular, the present of soya oil, maybe extracted with hexane???).So, I told myself: forget about this can, let's make dulce de leche by myself! It was worth it:

1) It's really easy to make
2) The ingredients are easy to get, and you might probably have all of them already in your pantry
3) What a satisfaction! :)

The recipes you find in the web are very similar to each other (not that there is much to vary...). Some of them starts from evaporated milk, others from regular. I followed the recipe of Patricia B., a commenter of Cavoletto, and the result was...remarkable! :) I just used vanilla extract because I was out of vanilla beans :P.

Dulche de leche (recipe of Patricia B)

-1 L of milk
-280 g of sugar
-1 tea spoon of vanilla extract
-1 tea spoon of backing soda

Pour the milk and the vanilla extract in a large pot and warm it up under a medium flame. When the milk is almost at the boiling point (it starts to smoke), add the sugar. Stirr the mixture and add the backing soda. Turn the flame down and stir from time to time. The milk should barely boil and slowly evaporate. During this process, which might take even a hour, the mixture will turn brown. Check the dulce the leche and stirr it from time to time. The last phase is the most delicate: the dulche de leche will turn denser and darker, and must be stirred continously. Dulce de leche will be ready when the mixture "writes" (like genoise pastry) or you see the stripes on the bottom of the pot, as suggested by Patricia. Remove the dulce de leche from the flame and keep stirring it for about 5 min. Serve it cold on ice creams, crakers, bread etc etc....

venerdì 22 gennaio 2016

Time and the avocado mayo



English version below
Ho sempre sostenuto che il tempo e' tiranno. Abbiamo comprato casa, e tra burtocrazia, trasloco, assestamento, il tempo e' volato, senza che io riuscissi a dedicarmi alle cose che piu' amo: il blog e la corsa. La gestione del tempo non e' cosa semplice. Diciamo il vero: avevo preso un buon ritmo. Mi alzavo presto e correvo al mattino e trovavo tempo per scrivere i posts nel fine settimana. Ma il trasloco ha scombussolato tutto e, sebbene sistemati in casa nuova, ci vuole un po' per abituarsi al nuovo circondario, capire dove sono i negozi e sviluppare una nuova routine.
Il lavoro poi mi sta succhiando sempre piu' energie. Mi chiedo come riescano alcuni blogger a scriver 2-3 volte a settimana e a fare un lavoro a tempo pieno (rivelate il vostro segreto, vi prego! :)).
Cosi' oggi, ricetta semplice semplice, quasi banale, ma interessante: mayonese di avocado. E' un'interessante alternativa alla mayonese tradizionale, decisamente piu' sana e adatta per i vegani. Si abbina molto bene sia con la carne che con il pesce (soprattutto col salmone affimicato, ottimo!!!), ma potete anche usarla come dip (salsina in cui intingere crackers, pane, focaccia...vanno tantissimo qui!).
Mayonese di avocado
-1 avocado maturo
-2 cucchiani i succo di limone o lime
-2 cucchiai di olio extra vergine
-2 cucchiai d'acqua*
-1 presa di sale
*potete sostituirli con 2 di panna liquida, se volete un gusto piu' ricco
Pelate e denocciolate l'avocado. Tagliatelo a pezzetti e mettelo nel frullatore. Aggiungete gli altri ingredienti e frullate per 20-30 secondi. Si conserva in frigo per un paio di giorni.


Time doesn't wait for you, that's a matter of fact. During the last month, I have been totally absorbed by the moving and, although, we are now settled in the new house, I am still struggling with finding a new routine. It's impressive how we are creature of habits and we need readjust our schedules after each moving. Work, on the other hand, is totally absorbing me. As a result, I overlooked two of my favorites things: blogging and running. 
I really admire those bloggers capable of posting twice-three times a week, and still having a full time job (tell me your secret, please :)).
So, today, I propose you a simple, but interesting recipe: avocado mayo. It's an excellent alternative to the regular one, in particular for vegan people. Furthermore, it is much lighter and healtier than the classical mayo, which I love, but I find very greasy. This avocado mayo pairs very well with both meat and fish (in particular, with smoked salmon!), but it could be used as a simple dip.  
Avocado mayo
-1 ripe avocado
-2 tablespoons of lemon or lime juice
-2 tablespoons of extravirgin olive oil
-2 tablespoons of water*
-a pinch of salt
*you can substite the water with cream, if you want a richer taste
Peel the avocado and remove the seed. Cut the avocado in pieces and put them in a blender. Add the other ingredients and blend for 20-30 sec. You can store the avocado mayo in the fridge for 2-3 days.