venerdì 24 marzo 2017

Raisin scones



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Sto cercando di ritrovare nuovi ritmi dopo l'arrivo della nuova pupetta che, come tutti i neonati, assorbe i genitori h24. Al momento, mi sento una mucca da latte, dormo poco o niente, ma non accuso stanchezza (le ultime parole famose...magari tra un mese staro' in pieno burnout :D) e sto seriamente pensando di continuare ad aggiornare il blog durante le mie notti insonniiiii...
Tornando, invece, all'argomento cucina, memore del precedente successo, ho fatto degli scones (si, si, ancora :)) all'uvetta. Il procedimento e' sempre simile a quello della Stewart, con burro a fiocchetti e sfogliatura dell'impasto. E ora che ho trovato la mia ricetta per gli scones, non vedo l'ora di sbizzarrirmi con altre variazioni sul tema!

Scones all'uvetta
dosi: 8-10 scones

-3 cups di farina all-purpose
-1/2 cup di zucchero bianco
-130 g di burro, freddo di frigo
-1 cup e 1/4 di latte intero freddo di frigo  
-200 g di uvetta
-2 tsp di lievito per dolci
-1/2 tsp di bicarbonato di sodio
-1/4 tsp di estratto di vaniglia
-una presa di sale

In una ciotola capiente, versate la farina e mescolatela con lo zucchero bianco, il sale, il lievito per dolci ed il bicarbonato. Grattugiate il burro freddo di frigo, infarinandolo di tanto in tanto per evitare che i appiccichi troppo alla grattugia. Aggiungete il latte e l'estratto di vaniglia e mescolate il tutto con l'aiuto del Kitchen Aid o a mano, basta non scaldare troppo la pasta. A questo punto, stendete l'impasto e ricavatene un rettangolo di circa 23x18 cm. Girate il lato corto verso di voi e piegate in tre, per poi rigirare il lato corto dalla vostra parte, come spiegato qui. Ripetete questa operazione altre due volte. Schiacciate la pasta con le mani, in modo che abbia uno spessore di circa 4 cm. Con un tagliabiscotti o un bicchiere infarinato, tagliate i vostri scones e deponeteli su una teglia rivestita di carta da forno, distanziandoli un po'. Cuocete gli scones a 180 C in forno preriscaldato, finche' la superficie non sia dorata.


I am trying to find a new routine after the arrival of the new baby girl. Right now, I feel like a milk machine, I do not sleep much, but I do not feel too tired yet (never say never, maybe in a month I will be in burnout :D) and I am seriously considering updating the blod during my sleepless nights...
Speaking about food stuff, given the former success, I baked some raisin scones (yes, again :)). The procedure is similar to the Stewart's one, with flaky butter and folding of the dough. Now that I found the ultimate scone recipe, I can't wait to try other versions!

Raisin scones
doses: 8-10 scones

-3 cups of all-purpose flour
-1/2 cup of white sugar
-130 g of cold butter
-1 cup and 1/4 of cold whole milk
-200 g of raisin
-2 tsp of baking powder
-1/2 tsp of baking soda
-1/4 tsp of vanilla extract
-a pinch of salt

Pour flour, sugar, salt, baking powder and baking soda in a large bowl and mix them together. Grate the cold butter in the flour mix. Flour the butter stick a bit to avoid it sticking on the graterAdd milk and vanilla extract, and mix all the ingredients with the Kitchen Aid  or with your hands, just be careful to do not warm the dough too much. Spread the dough to obtain a 23x18 cm size rectangle. Turn the short side towards you and fold the dough in three. Turn the short side towards you, as explained here. Repeat this step twice. Then, press the dough with your hands, so that it will be about 4 cm thick. Flour a cutter or a glass and cut the scones. Bake the scones in preheated oven at 180 C, until they turn golden-brown.

domenica 19 marzo 2017

venerdì 10 marzo 2017

Latte in piedi



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Di recente, ho scoperto un paio di negozietti in the Glebe che vendono materiale da cucina e ciottolame vario. Dopo che il mio amato Domus (bellissimo negozio di casalinghi, iperfornito) ha chiuso i battenti, conoscere questi due posticini e' stata una boccata d'aria fresca. Adoro i negozietti indipendenti, mi piace la loro dimensione piu' "umana", comparata a quella delle catene e della grossa distribuzione. Finisce cosi' che ci spenderei ore, cercando di frenare la grossa tentazione di comprare tutto!
Sono andata con l'idea di comprare stampini monoporzione da budino, ma quelli che avevano erano o troppi piccoli o troppo grandi, per cui mi sono accontentata di questi da souffle'...carini, no? :) E giusto per testarli, ho fatto una sorta di latte in piedi.

Latte in piedi
Dosi: 6 persone

-500 mL di latte intero
-6 uova
-7 cucchiai di zucchero
-6 cucchiaini di cioccolato fondente in chips
-1 cucchiaino di estratto di vaniglia

Sbattete le uova con lo zucchero, in modo da ottenere un composto chiaro e spumoso. Scaldate il latte con l'estratto di vaniglia e toglietelo dal fuoco poco prima che arrivi ad ebollizione. Versatelo a filo sul composto di uova, sbattendo di continuo. Versate il composto nelle cocottine ed aggiungete un cucchiaino di chip di cioccolato in ciascuna. Cuocete i budini a bagnomaria, in forno preriscaldato a 180 C. Servite tiepidi o freddi. Si conservano in frigo per un paio di giorni.

I have recently discovered in the Glebe a couple of shops that sells kitchen stuff, as pottery, cutlery, aprons and so on. After that my beloved Domus (my favorite shop for household item in the Byward market) has shut down, finding those places has been as getting a breath of fresh air. I love small shops, I totally adore their "human" dimension compared to the big distribution. So, I eventually spend there hours, tempted to buy all the items exposed!
I was actually looking for single pudding pots, but the ones in aluminum were either too large or too small. Eventually, I found myself happy with this ceramic souffle' pots...aren't they cute? :) And just to test them, I made some latte in piedi, an Italian pudding (a sort of cream caramel without caramel).

Latte in piedi (Italian pudding)
Doses: 6 persons

-500 mL of whole milk
-6 eggs
-7 spoons of sugar
-6 tea spoons of dark chocolate chips
-1 tea spoon of vanilla extract

Beat the eggs with the sugar to obtain a creamy texture. Warm the milk up and add the vanilla extract. Remove the milk from the stove just before boiling. Pour the milk on the egg mixture by keeping stirring. Pour the custard in the ceramic pots and add 1 tea spoon of dark chocolate chips in each of them. Bake the puddings in a bain-marie, in preheated oven at 180 C. Serve lukewarm or cold. The puddings can be store in the fridge from a couple of days.

mercoledì 8 marzo 2017

Coconut gelato

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E visto che di gelato avevamo parlato, vi lascio un'altra ricetta. Decisamente piu' semplice di quello postato qualche tempo fa, questo gelato al cocco me lo sono inventato in occasione di una cenetta tra amici (per la serie: mai sperimentare quando si hanno ospiti! :)). La difficolta' piu' grossa e' reperire il latte di cocco giusto. Io ne ho trovati almeno tre tipi (per ora): una versione light, uno che assomiglia, come consistenza, ad un latte normale e un'altro addizionato di addensanti che lo rendono un po' piu'...cremoso? Simile alla panna fresca, insomma. Quello che ho trovato migliore per preparare questo gelato, e' il secondo, quindi quello dalla parevenza di latte intero. Ora, siccome delle volte non e' chiaro dalla confezione chi sia chi, una volta trovato il latte giusto, memorizzate la confezione e rimanete fedeli con quella. Mi raccomando: non confondete il latte di cocco con l'omonima acqua. Il latte di cocco si ottiene per spremitura della polpa, mentre l'acqua e' il liquido contenuto nella noce di cocco.

Gelato al cocco
Dosi: 4-5 persone

-400 mL di latte di cocco
-150 g di zucchero
-1 cucchiaino di estratto di vaniglia

Mettete tutti gli ingredienti nella gelatiera e attivate le pale di mescolamento, senza raffreddare. Fate sciogliere lo zucchero e attaccate anche il motore di raffreddamento. Mantecate per 20-25 min e stoccate in freezer fino al momento di servire.


Speaking about gelato, I leave you with an other recipe (definitely much easier of the one posted a while ago). I must admit I totally invented this gelato in occasion of a dinner with friends (yes, I have broken the rule of thumb: never experiment something new when you have guests! :)). The most challenging part of the recipe is finding the right type of coconut milk. So far, I found three different kinds: a light version (too watery for a gelato preparation), a "normal" one looking as regular milk, and a third type added with carrageenan, which make the milk quite creamy. I suggest you use the second type, thus, the one looking as regular whole milk. Sometimes is not evident from the can who is who, so I advise you to memorize the brand when you find the right one. Just be careful to do not confuse coconut milk with the corresponding water: the first one is obtained by squeezing the pulp, while the second is liquid contained in the nut.

Coconut gelato
Doses: 4-5 persons

-400 mL of coconut milk
-150 g of sugar
-1 tea spoon of vanilla extract

Pour all the ingredients in the gelato maker and activate the stirring without cooling down. Let the sugar dissolve and turn the machine on stirring/cooling option. Whisk for 20-25 min and store in freezer  till time to serve.




giovedì 2 marzo 2017

Gelato: mantecatura


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Preparo spesso il gelato, anche d'inverno. E' un dessert fresco, veloce da preparare e che, in genere, piace a tutti. E poi e' versatile: potete declinarlo in mille gusti e sperimentare nuovi abbinamenti.
L'altra sera, durante una cena tra amici, ci siamo messi a parlare di come prepare il gelato. La cosa che piu' stupiva i miei commensali era la possibilita' di ottenere, a casa, un gelato cremoso e vellutato pari a quello della gelateria. Vi dico la verita': per anni ho tentato di fare qualcosa che assomigliasse ad un gelato con le tecniche piu' disparate, ma e' stato solo quando ho acquistato la macchina da gelato che la mia vita e' cambiata da cosi' a cosi' (solo in cucina eh! (cit) :)).
Cosi' ho pensato di scrivere un post elucidatorio su come preparare il gelato in casa con risultati degni  della gelateria artigianale.

Intanto, che cos'e' il gelato????
Pensavate di saltare l'intro scientifica? ;) 
Il gelato e' un colloide, in cui un gas (aria) e' disperso in una fase solida (massa congelata). L'aria viene inglobata nella miscela liquida che viene sottoposta a raffreddamento costante. Questo processo e' chiamato mantecazione ed e' fondamentale per la buona riuscita del gelato. In realta', ci sono altri fattori che influiscono sul risultato finale, ma oggi voglio concentrarmi sull'aspetto meccanicistico.

Come si manteca?
Avete tre opzioni:

1. A mano
L'aria viene incorporata manualmente nella miscela liquida. Questa operazione si puo' eseguire con l'aiuto di una frusta elettrica: si monta la massa per qualche minuto e lascia raffreddare in congelatore per un po'. Si riprende poi la massa, si reincorpora aria con la frusta elettrica e si rimettte di nuovo a raffreddare in congelatore. Questo ciclo e' ripetuto un po' di volte. 
Vantaggi: il prezzo. A parte munirvi di una frusta elettrica, non vi serviranno particolari attrezzature.
Svantaggi: il risultato finale non e' proprio quello del gelato di pasticceria. Anzi. La massa non raffredda uniformente e vi ritroverete con punti dove l'aria e' stata incorporata meglio (=piu' soffici) ed altri in cui si sono formati dei cristalli piu' grossi (=piu' duri).

2. Macchina da gelato con cestello estraibile
Non e' altro che un agitatore meccanico dotato di cestello estraibile. Il cestello deve essere refrigerato per un po' (anche 24h) in freezer, prima dell'uso. Vi si versa poi la massa liquida e si inizia a mantecare (c'e' un paletta che girando incorpora aria).
Vantaggi: anche qui il prezzo. Le gelatiere con cestello estribile sono relativamente economiche (con 40-50 euro se ne acquista una).
Svantaggi: non so voi, ma io non ho mai ottenuto buoni risultati con le macchine a cestello estraibile. Ve la faccio breve: il gelato non solidifica. Pensateci bene: tirate fuori il vostro cestello dal freezer bello freddo e pronto all'uso, ci versarsate la massa liquida e gia' la temperatura di alza (si', anche se avete tenuto la massa in frigo), iniziate a mescolare e la temperatura continua ad alzarsi...
Altro svantaggio e' rappresentato dai tempi di preparazione. Dato che il cestello deve raffreddare per un bel po', dovrete aspettare almeno 1 giorno prima di preparare il gelato (sempre ammesso che solidifichi).

3. Macchina da gelato con refrigeratore
Lo ammetto: ero scettica nell'acquistarla, ma questo macchinario ha cambiato la mia vita, almeno per la preparazione del gelato. Da quando e' in casa, non rimpiango quasi piu' il gelato artigianale, anche se quando vado in Italia il mio pit stop da  De' Coltelli non me lo leva nessuno :).
Bando alle ciance...questo tipo di macchina e' dotata di un motore di refrigerazione interno che vi permette di raffreddare e mescolare allo stesso tempo.
Vantaggi: il risultato. Otterrete un gelato pari a quello della gelateria artigianale. Inoltre la preparazione e' veloce: in 20-30 min la massa e' solidificata, senza che sia richiesto nessun preraffreddamento del cestello.
Svantaggi: il prezzo. Queste macchine costano sui 300-400 euro, ma vi giuro che l'investimento vale la pena e lo ammortizzerete alla grande.

Ovviamente, per ottenere un buon gelato entrano in gioco molti altri fattori, tra cui la selezione delle materie prime, l'equilibrio tra zuccheri, acqua, grassi etc. etc.
Ma magari, potremmo affrontare questi aspetti nelle prossime puntate ;)

 I love gelato, I prepare it often even in winter time. I find gelato relatively easily to make, provided you have the right tools and ingredients. Last evening, I was chatting with a couple of friends how to make gelato. Specifically, they were surprised it is possible to obtain a creamy gelato at home, similar to the one you buy in a gelato shop (gelateria). Therefore, I thought writing a brief post about the mechanical preparation of gelato and the options you have. Of course, to obtain a good gelato there other aspects to take into consideration (quality of ingredients, type of gelato), but today I want to concentrate on the mechanical point of view.
 
What's gelato*????
Did you think to skip the scientific introduction? ;) 
Gelato is a colloid, a system where a gas (air) is dispersed in a solid phase (the frozen mass). Air is included in the liquid mass thanks to a continous mixing and cooling down. This processed is called "whisking" and is crucial for a good outcome.
*Interestingly, the word "gelato" in Italian has a very general meaning, since it refers either to the ice cream you buy in the grocery store or the homemade preparation you find in gelato shops.

How do you whisk?
You have three options:

1. Manually
Air is manually incorporated into the liquid. An electrical whisker can become very handy in this regard: whisk the liquid for a few minutes, put it in the freezer for a while, take it back, whisk once more and send it back to the freezer. You should repeate this cycle a few times.
Pro: the price. Besides an electrical whisker, you won't need any special tool.
Cons: the final result is quite far from a creamy gelato. This technique won't allow an even incorporation of air and cooling down, so you have soft areas sourrended by big ice crystals, which make the final preparation a bit hard.

2. Gelato maker with extractable bowl
It is an authomated whisker with an extractable bowl, which must be extacted and refrigerated at -20C for a while (even 24 h) before use. After the bowl has been refrigerated, the liquid mass can be added and the whisking started.
Pro: still the price. This type of ice cream maker is relatively inexpensive (the cost is around 40-50 euro).
Cons: I don't know you, but I never obtained good results with this type of machine. Long story short: the gelato does not become solid. Think about that: you freeze your bowl and you pour the liquid into that. In this way, the bowl temperature starts to increase (even if you keep the liquid mass into the fridge prior to use). Then, you start whisking and the temperature keeps increasing...
Another disadvantage is the preparation time. Given that the bowl must be frozen for a long while, you have to start the preparation a day ahead.

3. Ice cream maker with refrigerating motor
I must admit I was a bit skeptical, but eventually this machine has completely change my life, at least for the preparation of gelato. Since I got it, I haven't felt the need to go and buy gelato. I can easely fill my gelato gravings at home :)
This type of gelato maker has an internal refrigerating system that allows whisking and cooling at the same time.
Pro: the result. You will obtain a quality of gelato similar to that of the gelato shop. Furhermore, the preparation is quick: the entire whisking-cooling process requires just 20-30 min.
Cons: the price. The cost of these machines is around 300-400 euro, but I promise they are worth the investement.

Of course, other aspects affect the preparation of gelato (e.g. the selection of the ingredients, the % of proteins, fats, water and sugars and so on...). Well, we can probably discuss these factors in the next episode...stay tuned! ;)

lunedì 27 febbraio 2017

The Piemonte within



English version below
In molti mi chiedono quali siano le mie voglie alimentari in gravidanza. Beh, devo confessare che non ne ho avute molte. Sicuramente, nella lista dei cibi desiderati ci sono tutti quelli che non posso mangiare ora: prosciutto crudo, speck, affettati vari, formaggi erborinati, tartare di carne, sushi etc etc...E' comunque vero che i miei gusti alimentari sono un po' cambiati e prediligo alimenti che, prima, snobbavo completamente. Uno di questi era la carne che, prima della gravidanza, compariva nella mia dieta una, massimo due volte al mese. Mi sono poi ritrovata alla ricerca di sapori piu' forti, sapidi...tipo quelli della bagna cauda piemontese o delle salse tonnate, sara' l'influenza del DNA del marito?!?!? :) 
E, dunque, l'altra domenica (si si, sempre quella della bufera di neve) ho soddisfatto i miei desideri alimentari con un bel vitello tonnato. Quando ero piccola, era uno dei mie piatti preferiti. Era anche la strategia di mia madre per riciclare l'arrosto del giorno prima (che i piemontosi doc non me ne vogliano :P)  e, francamente, lo ricordo come una delle cose piu' buone che preparasse in cucina. Sebbene, sempre in infanzia, abbia trascorso le vacanze estive in Valsesia, nella casa dei parenti novaresi, non ricordo di grandi interazioni con la cucina piemontese. Dovete capire: arrivava la ghenga dei toscani che si impadroniva della cucina e i miei zii dovevano (non cosi' a malincuore, per la verita') alzare le mani in segno di resa ;)
Per un vero e proprio approccio con la cucina del Piemonte, ho dovuto aspettare di incontrare mio marito: piemontesissimo, legato al territorio ed ai sapori della sua regione, ma che apprezza comunque tutte le cucine, se fatte con sapienza e con gli ingredienti giusti. Ora, bisogna dire che anche lui non era proprio "esperto" di come si cucinano i piatti piemontesi. Cosi' ci siamo fatti passare un po' di ricette dalla mamma e dalla nonna, sperimentando bagna cauda, acciughe al verde, gnocchi alla bava, fonduta (evviva la leggerezza!) e chi piu' ne ha, piu' ne metta. E tra tutte le ricette, le mie preferite sono sempre quelle in cui c'e' quel contrasto mare-terra, come la bagna cauda o il vitello tonnato, capici di trasportarti dal Monviso alle Cinque Terre in un battito d'ali. 

Vitello tonnato
Dosi: per 4-5 persone

-500-600 g di vitello (tondino, girello)
-1 carota
-1 cipolla piccola
-1-2 gambi di sedano
-2-3 foglie di alloro
-4 chiodi di garofano
-350 mL di vino bianco
-1 L d'acqua
-sale qb
-olio evo qb

Per la salsa:
-2 uova sode
-5 acciughe sott'olio (sgocciolate)
-160 g di tonno in olio d'oliva (sgocciolato)
-14 capperi
-2-3 cucchiai di brodo di cottura

Mettete un paio di cucchiai d'olio in una pentola, fate scaldare e rosolatevi il vitello da tutti i lati. Aggiungete la carota, la cipolla ed il sedano puliti e tagliati a pezzi grossolani. Versate il vino bianco e l'acqua che dovranno coprire il vitello. Aggiungete un paio di prese di sale, l'alloro ed i chiodi di garofano e portate a bollore. Lasciare cuocere a fuoco basso per un paio d'ore. Togliete il vitello dal fuoco, recuperate il brodo di cottura e preparate la salsa. Frullate le uova, le acciughe, i capperi in un frullatore (io ne ho usato uno ad immersione) aggiungendo un paio di cucchiai di brodo di cottura per diluire un po'. Tagliate il vitello a fette sottili e versateci sopra la salsa. Sevite freddo o tiepido, come antipasto o come secondo.


People often ask me which are my pregnancy cravings. I must say I didn't have many. Surely, I can't wait to eat all the food I can't have now: cold cuts, sushi, meat tartare, etc. etc...It is true that my food preferences have changed though, and my diet as well. For example, I feel eating much more meat than I was used before and I am searching for stronger and salty flavors, as those of certain Piedmotese dishes (as bagna cauda or vitello tonnato) prepared with tuna and/or anchovies...maybe beacause of my husband's DNA?!?!? :) 
Eventually, last Sunday (still the one of the snow storm), I filled my craving by cooking an indulgent vitello tonnato (hard to translate...in English, it sounds something as tuna veal). It was my favourite dish when I was a kid. It was also my mom's strategy to recycle roast beef and, honestly, I remember that as one of the best thing she ever cooked. Although, when I was a kid, I was used to spent part of my summer on Piedmont mountains, at my relative's villa, I never really got in touch with the Piedmontese cuisine. Try to understand: the gang of Tuscan relatives used to take possession of the kitchen and my Piedmontese relatives had no choice but surrendering to us (not so sadly though) ;)
But I had to meet my husband to fully understand the Piedmontese cuisine and learn about all its flavors and richness. To be honest, even my husband wasn't very capable of cooking his traditional dishes (on the other hand, he has been always great in the tasting part ;)). So, we asked his mom and grandma for a few recipes and we started to experiment together. The interesting aspect of Piedmontese cuisine is the combination of fish, often anchovies and tuna, with meat or other flavors that belongs more to the mountains (as for vitello tonnato or bagna cauda). And, honestly, among all recipes, those are the ones I prefer.

Vitello tonnato
Doses: for 4-5 persons

-500-600 g of veal (e.g. rump cut)
-1 carrot
-1 small onion
-1-2 stalks of leek
-2-3 bay leaves
-4 cloves
-350 mL of white wine
-1 L of water
-2-3 pinches of salt
-2-3 tbs of extra virgin olive oil

For the tuna sauce:
-2 hard-boiled eggs
-5 anchovies in olive oil (drained)
-160 g of tuna in olive oil (drained)
-14 capers
-2-3 tbs of broth coming from the veal

Pour the oil in a pot and warm it up. Add the veal and let it brown on all sides. Add the onion, the carrot and leek, which you formerly peeled and cut in chunks. Pour the water and the white wine, which should completely cover the meat. Add the salt, the bay leaves and the cloves, and bring the liquid to boil. Cook under low flam for about 2 h. After that, turn the flame down, let the veal cool down and collect a few tsp of broth. Prepare the tuna sauce: blend the eggs, anchovies and capers in a food processor (I have used an immersion blender), and adjust the density by adding 2-3 tbs of veal broth. Cut the veal in thin slices and pour the sauce on the top of them. Serve cold or lukewarm as starter or main course.